Articolo da " Il Corriere.it" del 30 maggio 2007


Al Policlinico Umberto I di Roma
Staminali: in Italia prima vagina biotech
Ricostruita in due donne affette da una grave malformazione.

ROMA -
Una è stata operata un anno fa l'altra ieri
Per la prima volta al mondo è stata ricostruito il tessuto di rivestimento di una vagina utilizzando cellule staminali della stessa paziente. Gli interventi, finora due, sono stati eseguiti in Italia, nel Policlinico Umberto I di Roma. La prima paziente, è stato annunciato oggi in una conferenza stampa, è stata operata un anno fa, a 28 anni ed ora si è sposata ed è in buona salute. La seconda, una ragazza di 17 anni, è stata operata ieri e l'intervento ha avuto successo. Le due donne erano prive di vagina a causa di una malformazione dovuta alla sindrome Mayer-Von Rokitansky-Kuster Hauser.
Il tessuto mucoso è stato ricostruito in provetta ed è stato poi trapiantato nelle pazienti. L'intervento di ricostruzione biotech e il successivo trapianto sono stati effettuati dalla professoressa Cinzia Marchese del dipartimento di medicina sperimentale dell'università La Sapienza di Roma e dal professor Pierluigi Benedetti Panici, Direttore del DAI di Ginecologia e Ostetricia dello stesso ateneo. Il primo intervento di ricostruzione, spiegano al Policlinico, è stato effettuato nel maggio 2006, ma è stata data notizia ad un anno di distanza in occasione di un secondo intervento di questo tipo, per registrare la riuscita della ricostruzione attecchimento.

LA SINDROME - La Sindrome di Mayer-von Rokitansky-Kuster Hauser è inquadrata tra le patologie che comprendono un'anomalia dello sviluppo degli organi degli apparati riproduttivo/genitale. Gli individui nati con questa sindrome hanno indipendentemente dal sesso lo sviluppo genitale esterno sulla linea dei caratteri femminili e sono caratterizzati da ipoplasia fino all'assenza (agenesia) della vagina. I problemi principali sono l'amenorrea primaria e l'impossibilità di avere rapporti sessuali. Le pazienti hanno fenotipo femminile, con caratteri sessuali secondari normali (mammelle ed apparato pilifero pubico), ma atresia vaginale. Le stime d'incidenza provengono unicamente dalle casistiche ospedaliere, secondo cui un individuo su 20.400 è affetto da questa patologia, con una frequenza reale stimata in un caso su 4-5000 nati femmine. L'indicazione terapeutica è di tipo chirurgico, con la ricostruzione del canale vaginale attraverso la tecnica di Abbè McIndoe o di Vecchietti: sinora nessun «consensus» era stato raggiunto sul materiale biologico da utilizzare per la ricostruzione della neovagina. Ora il problema viene superato con l'utilizzazione di cellule staminali autologhe, che danno luogo in vitro a tessuto mucoso vaginale.