Articolo da "La Repubblica " del 16 giugno 2006


Staminali, sì della Ue alla ricerca
Ma il voto spacca Ppe e Margherita. Protesta il Vaticano
Finanziato l´utilizzo degli embrioni in soprannumero nei Paesi dove è possibile
Bocciati il progetto proibizionista e quello più permissivo
Non saranno consentite attività volte alla clonazione umana

ALBERTO D´ARGENIO
BRUXELLES - Con una serie di veti incrociati e di inedite alleanze il Parlamento europeo ha promosso i finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali. Come previsto alla vigilia del voto di ieri, tutti i gruppi di Strasburgo si sono spaccati, con una frammentazione mai registrata in precedenza. Non fa eccezione la delegazione della maggioranza di governo, con parte della Margherita schierata contro il compromesso approvato dall´Assemblea. A dividere gli europarlamentari è stato il passaggio sul finanziamento per le staminali inserito nel Settimo programma quadro per la ricerca, punto che comunque non tocca più dell´1 per cento del pacchetto che complessivamente offrirà ai ricercatori europei un budget di circa 50 miliardi per il periodo 2007-2013. Una pioggia di emendamenti ha provato a modificare la proposta della Commissione Ue e alla fine in aula sono arrivati quattro testi di compromesso. Da quello probizionista firmato dal forzista Giuseppe Gargani (Ppe), a quello di segno opposto dei compagni di gruppo John Purvis Malcom Harbour, entrambi subito bocciati dalla plenaria. A giocarsi la vittoria sono rimasti i pacchetti messi a punto dalla popolare tedesca Angelika Niebler, secondo cui la ricerca sarebbe stata possibile solo sugli embrioni sovrannumerari congelati entro il 2003, e quello su cui hanno lavorato il socialista francese Philippe Busquin e Pia Locatelli (Sdi). Alla fine il testo della Niebler è caduto per una ventina di voti e a passare è stato quello dei socialisti che in pratica non modifica le norme Ue attualmente in vigore ed è in linea con la proposta originaria della Commissione. Si permette il finanziamento della ricerca sugli embrioni sovrannumerari nei Paesi in cui questa non sia proibita e dopo l´approvazione dei comitati europei e nazionali. I progetti sostenuti con fondi Ue non potranno mirare alla clonazione. Il compromesso è passato con una maggioranza di soli 25 voti, frutto di una spaccatura che ha toccato praticamente tutti i gruppi. Sul fronte italiano, la Margherita prima ha sostenuto il compromesso della Niebler (osteggiato dalle altre componenti dell´Unione) poi si è divisa su quello di Bosquin. A favore il capogruppo Pistelli, Costa e Cocilovo. Contrari gli altri esponenti della Margherita.
I vescovi europei hanno criticato la scelta e dai microfoni di radio Vaticana monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia per la vita, ha definito la votazione «negativa e anti-umana dal punto di vista morale e di civiltà: non ci sono giustificazioni al principio della soppressione di un essere umano che è l´embrione per la presunzione e l´intenzione di guarire altri esseri umani».
Il testo deve ora passare l´esame dei ministri europei nella riunione di luglio del Consiglio ricerca. Sede in cui la posizione del governo italiano sarà decisiva. Se il ministro Mussi confermerà l´annunciato ritiro della firma alla Dichiarazione etica, l´opposizione di Austria, Germania, Malta, Polonia, e Slovacchia non sarà più in grado di bloccare i fondi alla ricerca sulle staminali.

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