Articolo da "Il Gazzettino " del 31 maggio 2006


Udine
Sceglie l'ippogrifo, la creatura mitica alata ...

Udine

Sceglie l'ippogrifo, la creatura mitica alata incrocio tra cavallo e grifone, due animali nemici, per figurare la duplice anima delle cellule staminali, l'anatomo patologo Carlo Alberto Beltrami, del Policlinico universitario, presidente del Centro di medicina rigenerativa, che con il suo gruppo lavora a progetti di ricerca tra i più avanzati a livello internazionale. Le cellule staminali amiche sono quelle che diventano alleate nella cura delle malattie, con molteplici sperimentazioni in corso, e che in futuro c'è l'auspicio di impiegare sempre più massicciamente nel campo della medicina rigenerativa, ma ci sono anche le staminali con la "casacca nera", quelle dannose.

«Si è visto che anche nei tumori i tessuti che crescono vengono mantenuti da un gruppo di cellule staminali neoplastiche» spiega Beltrami. «Le terapie non colpiscono queste ma la massa tumorale nel suo complesso non riuscendo così a uccidere le cellule responsabili del mantenimento del tumore che recidiva a distanza di tempo. Queste cellule hanno crescita e sviluppo particolari e sfuggono alla terapia. Il nostro scopo attuale è quello di cercare per ogni neoplasia quali siano quelle cellule che mantengono la neoplasia per cercare poi terapie mirate per colpire "al cuore" la neoplasia». Lo si sta già tentando per alcune patologie tumorali, all'ovaio e al fegato, già con qualche conferma, ma si apre ora un nuovo filone di indagine mirato al tumori primitivi cerebrali, uno dei primissimi, che è stato presentato ieri a Udine.

L'argomento è di enorme interesse. In pratica si passa dal concetto di tumore come degenerazione di una "cellula impazzita" dell'organismo a una concezione che lo vede come un'alterazione nel meccanismo di rigenerazione dei tessuti.

L'èquipe di Beltrami in questo caso rappresenta solo uno dei tre gruppi protagonisti e segue una parte dello studio. In prima linea la Neurochirurgia dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, guidata da Miran Skrap, che collabora con il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia (Icgeb) di Trieste, dove l'udinese Alessandro Vindigni si occupa dello studio delle proteine. Il progetto triennale è appoggiato da Hypo Alpe Adria Bank che ieri ha consegnato ai responsabili 60 mila euro per la prima annualità.Il neurochirurgo Miran Skrap spiega che nella sua divisione ogni anno vengono trattati circa un centinaio di tumori cerebrali primitivi. Una ricerca preliminare sulle proteine nei tumori cerebrali, realizzata in tandem tra la struttura ospedaliera udinese e l'Icgeb di Trieste, ha già prodotto risultati originali pubblicati su una prestigiosa rivista internazionale. «Ora vogliamo andare avanti» annuncia Skrap. Il tipo di tumore indagato per primo, l'astrocitoma, presenta diversi gradi di malignità e l'analisi istopatologica non facilita la loro individuazione come invece consente l'isolamento di una determinata proteina che è stata notata. La ricaduta è diagnostica e importantissima, come ha chiarito il chirurgo, anche dal punto di vista clinico. L'esperienza sull'astrocitoma sarà ampliata perchè il materiale raccolto sarà analizzato per comprendere la genesi del tumore. Si cercheranno le cellule staminali tumorali e anche su queste sarà condotto uno studio riguardante la genetica delle proteine.Patrizia Disnan

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