Articolo da "La Repubblica " del 5 gennaio 2006


Staminali, da una cellula al seno
Ricreata nei topi una ghiandola mammaria che produce latte
E´ la prima volta che si riesce a far rigenerare un intero organo all´interno di un´entità vivente Oscuri i meccanismi del fenomeno

ELENA DUSI
ROMA - Le cellule staminali della mammella per la prima volta sono state messe a fuoco da un microscopio. Dopo averle riconosciute e isolate in alcuni topi di laboratorio, i ricercatori del Walter and Eliza Hall Institute di Parkville (Australia) hanno tentato l´esperimento impossibile: prendere una staminale e inserirla nel petto di un topo femmina, cui era stato in precedenza asportato il seno. Dopo un mese e mezzo l´unica cellula si era moltiplicata più e più volte. Da staminali indifferenziate e senza alcuna funzione specifica, le cellule erano maturate e avevano assunto tutte le funzioni della ghiandola mammaria. La topolina con il seno asportato in sei settimane aveva acquistato un´intera mammella nuova. I ricercatori australiani, come spiegano oggi su "Nature", avevano potuto osservare nitidamente sia le strutture lobulo-alveolari per la produzione del latte che i dotti per il suo convogliamento verso il capezzolo.
Finora l´esistenza di staminali nel seno era stata solo ipotizzata. Alcune osservazioni in laboratorio indicavano che era possibile far rigenerare la ghiandola mammaria trapiantando del tessuto della pelle di un topo nel petto di un´altra topolina privata dei suoi capezzoli. Ma di queste cellule sfuggenti non si conosceva alcuna caratteristica, e ogni tentativo di isolarle era stato vano.
Per la prima volta oggi si riesce a rigenerare un intero organo all´interno di un essere vivente. Un esperimento simile di ricostruzione della ghiandola mammaria era avvenuto a Melbourne nel 2003, con una scrofa come cavia. Le staminali erano state prelevate dal tessuto muscolare e dal grasso e avevano fatto ricrescere l´organo per intero, vasi sanguigni inclusi. In laboratorio vengono da tempo fatte crescere cornee e pelle. Questi tessuti vengono usati da anni per curare ciechi e ustionati.
Il successo di questo esperimento fa intravedere un futuro in cui alla mastectomia - l´asportazione del seno per curare un tumore - farà seguito un trapianto con le staminali della stessa paziente per ripristinare la forma originale del seno. Ma lo studio australiano è importante per un secondo motivo. L´alta capacità proliferativa delle staminali fa sospettare che queste cellule giochino un ruolo importante nella crescita dei tumori. In un secondo esperimento, completamente separato dal primo, gli scienziati del Centro per le ricerche sul cancro dell´università di Vancouver hanno iniettato le staminali del seno in un gruppo di topi usati come modelli per lo studio dei tumori. Nel momento immediatamente precedente all´avvio della proliferazione tumorale le cellule sono apparse particolarmente numerose e attive.
Carlo Alberto Redi, direttore del laboratorio di biologia dello sviluppo dell´università di Pavia, ha salutato l´esperimento come un grande passo avanti dal punto di vista pratico. I ricercatori rimangono per completamente all´oscuro a proposito delle cause che hanno fatto sviluppare le staminali in maniera cos ordinata, dando vita a una mammella perfetta e compiuta. « un grande avanzamento - dice Redi - sia sul fronte della conoscenza che su quello pratico, relativo alla possibilità di produrre nuovi organi. Ma non sappiamo ancora con precisione di cosa abbiano bisogno le cellule per organizzarsi in un´architettura biologica. Scoprirlo è uno degli obiettivi fondamentali della ricerca sulle staminali».

L´esperimento è stato compiuto da un gruppo australiano. Nel futuro, speranze di trapianto per chi subisce una mastectomia

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