| Il ricercatore sudcoreano Hwang Wu Sook chiede alla rivista «Science» di sconfessare la sua celebre scoperta Un bluff le cellule staminali clonate «su misura» COLPO DI scena: il ricercatore sudcoreano Hwang Wu Sook avrebbe chiesto alla rivista americana «Science» di sconfessare la sua celebre relazione in cui annunciava di essere riuscito a creare per la prima volta al mondo cellule staminali clonate «su misura», utilizzando cellule di 11 pazienti afflitti da malattie incurabili come il morbo di Parkinson e diabete. Lo ha reso noto ieri sera l'agenzia di stampa sudcoreana Yohnap. Hwang e il suo team avevano raggiunto fama mondiale con questo annuncio la scorsa estate, sollevando speranze per la cura di malattie giudicate finora senza scampo. Ma il mese scorso Hwang si era dimesso da ogni incarico, dopo lo scoppio di uno scandalo etico in seguito ad accuse di aver utilizzato ovociti prelevati da due sue ricercatrici e in seguito dubbi erano stati sollevati sull'attendibilità della relazione pubblicata su «Science». Stando alla Yonhap, Hwang avrebbe ammesso che 9 delle 11 cellule staminali clonate su misura sono un completo falso e l'autenticità delle ultime due è ancora tutta da verificare. La dichiarazione potrebbe essere interpretata come una risposta alla lettera pubblicata avant'ieri su Science dai maggiori esperti internazionali di clonazione, con i «padri» della pecora Dolly, Ian Wilmut e Keith Campbell, Robert Lanza. Nella lettera gli esperti rilevano che, prima che dalla stampa, la validità del lavoro condotto a Seul dovrebbe essere discussa dalla comunità scientifica. Se la notizia relativa alle dichiarazioni di Hwang sarà confermata, si tratterebbe di uno dei più gravi casi di falsificazione della storia scientifica. Hwang, 53 anni, era un «eroe nazionale» in patria e il suo annuncio sulle cellule staminali clonate “su misura” era stato considerato da premio Nobel. Hwang e il suo gruppo avevano stupito il mondo sempre quest'anno, annunciando di aver clonato per la prima volta un cane, Snuppy. |
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