Articolo da " La Repubblica" del 18 settembre 2007

I risultati dell'esperimento dell'Imperial College londinese presentati a Stoccolma
I ricercatori: "Strada mai tentata prima per la complessità dell'organo, ma promettente"
Staminali embrionali riparano i polmoni
"E' la prima volta al mondo"

STOCCOLMA - Riparare i tessuti polmonari lesionati grazie alle cellule staminali. Per la prima volta l'esperimento, condotti su topi, è riuscito ad un gruppo di scienzati dell'Imperial College di Londra, che hanno presentato i risultati del loro studio al Congresso dell'European Respiratory Society (Ers) in corso a Stoccolma. Finora le malattie respiratorie non avevano tratto grosse speranze dalla ricerca di frontiera sulle cellule 'bambine'. "I polmoni - ha spiegato Sile Lane, che ha presentato i dati nella capitale svedese - rappresentano un terreno difficile per l'ingegneria dei tessuti, poiché sono organi notoriamente complessi. Riuniscono cioè un gran numero di cellule differenti, soggette per di più a un rinnovamento molto molto lento".

Da qui le difficoltà e i dubbi degli esperti del settore, benché la prospettiva di 'riparare' i polmoni rigenerando i tessuti danneggiati prometta un impatto determinante sulla salute di milioni di persone in tutto il pianeta.

I ricercatori hanno coltivato in laboratorio staminali embrionali, differenziandole in modo che queste avessero alcune caratteristiche delle cellule che formano i polmoni. Le hanno poi "marcate" con una sostanza fluorescente, per identificarle una volta iniettate nei topi. Gli animali sono stati dunque divisi in due gruppi: uno composto da topi sani, l'altro da animali con un danno all'epitelio polmonare, prodotto facendo ingerire loro una sostanza tossica.

Dopo due giorni i ricercatori, grazie al marcatore fluorescente, hanno potuto vedere la strada percorsa dalle cellule trapiantate. E i risultati sono stati "esattamente quelli in cui confidavamo", spiega Lane.

Le cellule "colorate" erano andate a posizionarsi esattamente nei polmoni dei topolini. E negli animali che avevano l'epitelio polmonare danneggiato, la 'colonizzazione' era avvenuta soprattutto nell'area lesionata. Nessuna cellula era andata invece a posizionarsi negli altri organi degli animali: tutte erano rimaste fedelmente circoscritte nell'area dei polmoni.

"E' la prima volta al mondo che dei ricercatori tentano di battere questa strada - ha spiegato ancora Lane -. Il nostro studio dimostra dunque che si tratta di una strada possibile, e che le staminali embrionali hanno davvero la capacità di rigenerare dei polmoni lesionati, nonostante la complessità di quest'organo".

La sperimentazione sull'uomo costituisce "il prossimo passo, seppure ancora lontano", promettono ora i ricercatori. Prima, però, "bisognerà determinare con esattezza la funzionalità e la longevità delle cellule che verrebbero trapiantate".