| Autotrapianto delle cellule, nuova tecnica perfezionata all’Humanitas di Milano Lesioni alla cornea riparate con laser e staminali MILANO - Cellule staminali per riparare lesioni della cornea che danno la cecità, o al massimo consentono di vedere luci e ombre. E’ la ricerca tutta italiana, che è partita anni fa al Cnr, ha avuto già un centinaio di successi con il gruppo guidato da Michele De Luca (attualmente direttore scientifico del centro di riferimento del Veneto per la Ricerca sulle cellule staminali, ospedale civile di Mestre) e ora ha mosso un ulteriore passo avanti con un nuovo sistema messo a punto da Paolo Vinciguerra dell’Istituto Humanitas di Milano: l’innesto di cellule staminali viene combinato con chirurgia laser, che rimodella il tessuto ed elimina gli eventuali problemi di rifrazione. La novità viene presentata nel Congresso internazionale di chirurgia refrattiva, che si apre oggi a Milano, ed è stata illustrata ieri in anteprima. Ha spiegato Vinciguerra: «Ogni anno ci sono diverse centinaia di persone che perdono la vista per uno schizzo di ammoniaca, per ustioni, per traumi oculari. Come valida alternativa al trapianto di cornea, che non sempre attecchisce e che può dare problemi di rigetto, si prelevano dall’occhio del paziente alcune cellule staminali, se ne identifica il ceppo cellulare e si selezionano quelle che possono ricostruire il tessuto lesionato. Le cellule vengono fatte moltiplicare in vitro, fino ad avere una minuscola lamina di staminali. Un mese dopo il primo intervento, la si inserisce nell’occhio, in anestesia locale, completando l’opera con la "chirurgia cellulare" resa possibile dal laser. Le staminali, moltiplicandosi, iniziano il processo riparativo e il primo effetto è che scompare il dolore delle lesioni. In seguito (settimane o mesi) la cornea riacquista trasparenza e il paziente riacquista la vista». Antonella Cremonese |
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