Articolo da "La Repubblica " del 15 giugno 2006


Staminali, crearle in laboratorio si può
Nature: scoperta la proteina che fa ringiovanire le cellule adulte
La tecnica, una volta messa a punto, renderà superfluo l´uso degli embrioni
Un neurone adulto è tornato "bambino" grazie a una molecola chiamata Nanog
Carlo Alberto Redi, biologo dello sviluppo "Così supereremo i grandi dilemmi etici"
Austin Smith, lo scienziato autore della ricerca: "Questo è solo l´inizio"

ELENA DUSI
ROMA - È stata scoperta una proteina in grado di trasformare una cellula adulta in cellula staminale. I ricercatori scozzesi che l´hanno scovata le hanno assegnato il nome "Nanog", come Tir Nan Og, la terra che nella mitologia celtica era abitata da individui sempre giovani. Austin Smith, il biologo dell´università di Edimburgo che descrive la sua scoperta sul sito di Nature, getta un primo fascio di luce su uno dei misteri più affascinanti della vita: come due cellule adulte (spermatozoo e cellula uovo) diano vita a un embrione formato completamente da cellule staminali.
Durante le prime fasi dello sviluppo ogni organismo è formato da un grumo di "cellule bambine" totipotenti in grado di costituire da zero un nuovo essere vivente. Subito dopo la fecondazione – si interrogavano fino a ieri i biologi – avviene qualcosa all´interno dell´embrione che riporta la macchina della vita al punto zero. È come se un nastro si riavvolgesse fino all´inizio, e Austin ha finalmente messo le mani su uno degli attori di questo processo, che in termini tecnici si chiama "riprogrammazione del nucleo della cellula".
Per riuscire a identificare Nanog, i ricercatori di Edimburgo hanno fuso una staminale embrionale di topo con un´altra "cellula bambina" catturata tra i neuroni di un topo adulto. «Sono entrambe cellule staminali – spiega Carlo Alberto Redi, direttore del laboratorio di biologia dello sviluppo all´università di Pavia – ma la prima lo è in maniera maggiore rispetto all´altra. Dobbiamo infatti immaginare la condizione di staminalità come una scala graduata, non come un´alternativa fra bianco e nero».
Nelle cellule embrionali la proteina Nanog è sempre presente in quantità, e questo era già noto ai ricercatori. Quello che ha stupito Austin e compagni è stato vedere come, dopo la fusione fra staminali di età diversa, Nanog penetrasse nel nucleo della cellula adulta e riuscisse a ringiovanirla. «Si formavano – scrivono i ricercatori di Edimburgo – delle colonie di cellule ibride che acquisivano le stesse proprietà delle cellule dell´embrione». Nanog è riuscita a far tornare bambine delle cellule adulte.
Esattamente come ogni staminale embrionale, queste cellule ibride prodotte in laboratorio hanno la facoltà di dividersi a oltranza e di trasformarsi all´occorrenza in ogni tipo di tessuto. «La proteina Nanog ha fatto compiere alle cellule adulte un salto indietro nella scala dello sviluppo – spiega Redi – e questo dimostra che lasciando lavorare la scienza possiamo superare i dilemmi etici e morali che circondano il mondo delle staminali. Le polemiche lasciano il tempo che trovano: lo dimostra la pubblicazione di Nature. La strategia migliore è finanziare di più la ricerca e rimboccarsi le maniche nei laboratori».
Nanog è probabilmente la prima tessera di un mosaico di proteine molto più complesso. Se l´obiettivo cui mirano i ricercatori è quello di realizzare una macchina del tempo in grado di prendere cellule adulte e trattarle per farle tornare bambine, occorrerà ancora molto tempo. Nei progetti di medici e biologi c´è l´uso di queste staminali come terapia per le malattie causate dalla degenerazione dei tessuti: scompenso cardiaco dopo un infarto, lesioni del midollo spinale, diabete e Parkinson fra le tante.
«Sentiremo in futuro molte scoperte simili alla nostra» prevede Austin. «Noi abbiamo identificato il primo gene e la prima proteina, ma spero che molto presto altri scienziati ci seguano su questo sentiero della ricerca». Redi, che nel suo laboratorio lavorava proprio a un obiettivo simile, è entusiasta della notizia di Nature. «Sono arrivati prima di noi, è vero, ma di fronte a questo risultato c´è solo da gioire».

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