Articolo da "Il Messaggero" del 23 settembre 2005

CONGRESSO A ROMA
«Così le staminali faranno ricrescere i neuroni»
Il neurochirurgo Giulio Maira: «Lavoriamo per riparare i danni di Parkinson e Alzheimer»

ROMA - Si prelevano cellule staminali del cervello, si modificano geneticamente in laboratorio e poi si reimmettono nella testa del paziente. Qui dovrebbero riuscire a riparare il danno causato dal Parkinson, dall’Alzheimer, da un ictus come da un tumore. Dovrebbero, infatti, riuscire a produrre il fattore di crescita (quello scoperto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini)e permettere al cervello di riavviare le connessioni che erano state interrotte. Il professor Giulio Maira, direttore dell’istituto di Neurochirurgia dell’università Cattolica di Roma e guida dell’associazione Atena, ha chiamato a Roma i massimi esperti proprio per mettere a confronto le esperienze che, nei laboratori di tutto il mondo, si stanno facendo con le cellule staminali e il cervello.

Lei crede davvero che gli anziani di domani potranno sperare in un intervento che ripara i danni del Parkinson e dell’Alzheimer?

«Ci sono le basi. Per il Parkinson sono necessarie tante cellule embrionali e, questo, è un handicap che va superato. Si deve lavorare su quelle adulte, sulla loro giusta duplicazione»

Ma le cellule possono essere prelevate solo dal cervello per fronteggiare queste malattie?

«Si stanno dimostrando utilizzabili a questo fine anche quelle del bulbo olfattivo. Oltre alla ricrescita dei neuroni dobbiamo anche pensare a creare l’ambiente idoneo perchè tutto questo avvenga»

Possiamo parlare di bonifica dell’ambiente?

«Certo, dobbiamo arrivare a cellule che permettano la ricrescita e, al tempo stesso, assicurino che, in tempi brevi, non si è di nuovo daccapo»

Speranze per i malati di Alzheimer prossimi venturi?

«La difficoltà, in questi pazienti, è il fatto che non c’è un solo punto danneggiato nel cervello. Le zone sono varie. Abbiamo, comunque, una buona notizia: è stato dimostrato che le cellule da sole si muovono verso i punti che necessitano verso i punti che devo essere riparati»

Si applica la stessa tecnica anche per i tumori del cervello?

«E’ stato scoperto che le cellule staminali hanno la stessa capacità di diffusione di quelle tumorali. Anche loro sfuggono all’apoptosi, alla senescenza e non hanno “capacità” di autoregolamentazione. Le cellule staminali neuronali staminali possono diventare “vaccino” da somministrare a chi è già stato operato per limitare le possibili ricadute».

C.Ma

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