Articolo da "La repubblica" del 24 novembre 2004

Test al Besta di Milano: sarebbero utili per la riparazione di danni provocati da malattie al cervello
Un serbatoio di cellule staminali trovato in un pezzetto di muscolo

LAURA ASNAGHI
MILANO - Basta un pezzetto di muscolo, grande quanto una caramella, per assicurarsi la propria fonte di cellule staminali, non embrionali. Cellule che si possono riprodurre in laboratorio e utilizzare nella ricerca di nuove terapie per la cura di malattie come la distrofia muscolare oppure quelle che colpiscono il sistema nervoso, come l´ictus, il Parkinson e l´Alzheimer. Questa importante scoperta scientifica, fatta in Lombardia, è stata pubblicata su "Lancet", la prestigiosa rivista inglese, considerata una bibbia dai ricercatori di tutto il mondo.

La grossa novità è rappresentata dal fatto che la sorgente di cellule staminali sta dentro un pezzettino di muscolo che può essere prelevato, con una semplice biopsia, su qualsiasi paziente, anziani compresi. E da quel pezzettino di muscolo, portato in laboratorio, e opportunamente trattato, si sviluppano cellule muscolari e nervose che in futuro potranno essere usate per riparare i danni provocati dalle malattie che danneggiano il cervello e i muscoli.

A firmare questa importante scoperta è un team di ricercatori milanesi dell´Istituto Neurologico "Besta", in collaborazione con l´ospedale e l´Università di Brescia. Hanno lavorato tre anni, utilizzando 600mila euro messi a disposizione dal Ministero alla Salute e dalla Regione Lombardia. «Questi risultati dimostrano che il lavoro di squadra è vincente - ha detto Roberto Formigoni, il governatore lombardo - e, in più, la scoperta può contribuire al superamento delle contrapposizioni etiche e culturali scatenate dalla manipolazione delle cellule staminali embrionali».

La Lombardia ha "investito" sulle staminali adulte e ha fatto centro, conquistandosi ben 11 pagine su "Lancet". «Lo spazio che ci hanno dedicato è direttamente proporzionale al valore dei risultati raggiunti» ha ricordato il professor Ferdinando Cornelio, direttore scientifico del "Besta". Ma, alla scoperta, i ricercatori sono arrivati quasi per caso. «Il prelievo è stato fatto su 12 malati di cuore, di età superiore ai cinquant´anni, che dovevano essere sottoposti a by-pass coronarico - ha spiegato il professor Giulio Alessandri del "Besta" - e l´obiettivo era quello di trovare fonti capaci di generare cellule cardiache». Ma, a sorpresa, le staminali si sono moltiplicate e hanno prodotto cellule adatte a riparare muscoli e neuroni. Rapidamente i ricercatori sono passati alla sperimentazione sui ratti, ai quali, era stata provocata una lesione del midollo spinale. Le cellule inoculate nell´animale hanno attecchito, senza però riprodursi e curare la malattia. «La strada da percorrere è ancora lunga - ha ricordato il professor Claudio Munaretto degli Spedali Civili di Brescia - ma con il nostro lavoro abbiamo dimostrato che oltre alle staminali embrionali e fetali, abbiamo una fonte nuova, reperibile anche in uomini di 90 anni».