| Torino, eccezionali risultati su 4 malati di sclerosi laterale amiotrofica. Cellule del midollo osseo innestate in quello spinale hanno di fatto bloccato il male "Così si sconfigge la sclerosi" nuova speranza dalle staminali La sperimentazione è durata due anni I risultati saranno pubblicati su "Lancet" Ha partecipato ai test anche Luca Coscioni, presidente dei radicali Ottimismo dei medici ALBERTO CUSTODERO È ancora troppo presto per parlare di guarigione, i numeri, del resto, sono troppo esigui perché siano statisticamente significativi. Ma i tre medici piemontesi autori della sperimentazione, la neurologa Letizia Mazzini (dell´Università di Novara), l´onco-ematologa Franca Fagioli del Regina Margherita e il neurochirurgo delle Molinette Riccardo Boccaletti, non hanno potuto tacere la verità. E cioè che «è stato notato un significativo rallentamento del declino lineare delle capacità vitali di 4 dei 7 pazienti 24 mesi dopo il trapianto delle cellule staminali mesenchimali». Va detto che, parallelamente alla sperimentazione su sette persone, ne è stata condotta una analoga su un animale dal neuro-anatomo-patologo Alessandro Vercelli. Un topolino malato di Sla ha subito lo stesso trapianto di staminali e i risultati sono stati simili: anche sulla cavia sono stati registrati miglioramenti. L´impiego di queste cellule è talmente agli albori che nessuno può dire, oggi, per quali misteriosi meccanismi la malattia degenerativa abbia subito una battuta d´arresto su quei 4 malati. Al momento sono possibili solo ipotesi. Eccone alcune: le cellule innestate potrebbero produrre fattori di crescita nervosi che sostengono le cellule malate e ne rallentano la degenerazione. Oppure l´effetto positivo potrebbe essere dovuto al cambiamento del micro-ambiente cellulare diventato più ricco di neuro-trasmettitori. Tutte teorie da verificare. Quel che i ricercatori piemontesi sono in grado di affermare con certezza è che «le cellule mesenchimali sono sicure ed efficaci sui pazienti», per cui la sperimentazione può proseguire su un numero sempre maggiore di malati. «Su un campione al momento limitato - ha precisato Enrico Garaci, presidente dell´Istituto superiore di sanità - E mantenendo la massima cautela». |
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