| L´impresa di équipe mediche di Milano e Pavia. Al piccolo Luca donati i cordoni ombelicali dei fratellini Bimbo talassemico guarisce con un trapianto di staminali È la prima volta in Italia. Sirchia: risultato storico LAURA ASNAGHI La sfida di Luca (il nome è di fantasia) per vincere la talassemia inizia ad aprile quando sua madre mette al mondo due fratellini, belli, sani e giudicati compatibili per il trapianto di cellule staminali ricavate dai loro cordoni ombelicali. Luca ha alle spalle cinque anni difficili: trasfusioni di sangue ogni 15 giorni e un farmaco salvavita iniettato sottocute ogni 12 ore. Un vero inferno. Ma grazie ai due fratellini gemelli, Luca ha una chance importante davanti a sé e la famiglia dice sì al trapianto. A spiegare le tappe di questo eccezionale intervento, è il professor Franco Locatelli, il direttore della divisione di oncoematologia pediatrica del "San Matteo" di Pavia che parla di Luca con lo stesso trasporto che si ha nei confronti di un figlio. «Quando, ad aprile, sono nati i due gemellini - racconta assediato dalle telecamere - abbiamo analizzato il sangue dei due cordoni ombelicali. Uno era ricco di cellule staminali, l´altro più povero. Per questo l´abbiamo inviato a Milano per potenziarlo al massimo». E così la preziosa provetta è passata nelle mani del professor Paolo Rebulla, il direttore del centro trasfusionale dove ha sede l´avveniristica "cell factory". «Il nostro compito - spiega Rebulla - è stato quello di far moltiplicare, per ben 60 volte, le cellule staminali. Operazione che ha richiesto 15 giorni». Poi il 12 agosto, Luca è stato sottoposto a trapianto. Tutto ha funzionato e, come ricorda il professor Locatelli «16 giorni dopo l´operazione, il sangue di Luca conteneva già le cellule immunitarie. Un vero successo». Per Luca ma non solo per lui. Infatti il potenziamento delle cellule staminali del cordone ombelicale offre importanti prospettive di guarigione anche per i malati adulti, colpiti da talassemia o leucemia. «Questo è un risultato storico - ha dichiarato il ministro Sirchia - nella cell factory milanese abbiamo una banca dati con cinquemila campioni di sangue placentare e quindi la materia prima non manca». E ha aggiunto: «I fatti dimostrano che finora gli unici risultati clinici raggiunti sono stati ottenuti con le cellule staminali adulte, quelle presenti nei tessuti degli organi umani. Mentre le cellule staminali embrionali, di cui tanto si discute, rappresentano solo una speranza. Ed è su questa speranza che spesso si basano risse, dibattiti, accuse e villanie di ogni grado». Alla polemica rilanciata da Sirchia, ha risposto Luca Coscioni, il presidente dei Radicali italiani: «La notizia che arriva da Pavia è buona ma il modo in cui la usa il ministro è sporco e disonesto. Dovrebbe spiegarci perché ci obbliga a rinunciare alla speranza, avendo lui proibito per legge l´uso delle cellule embrionali». |
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