| Staminali: ricostituente per il cuore E’ lo studio più ampio realizzato finora iniettando cellule staminali nel cuore e la sua presentazione al Congresso dell’Associazione americana di chirurgia toracica a Toronto lo scorso 25 aprile è stata riportata anche dalla rivista inglese Nature . C’è chi grida al miracolo, e chi, come Philippe Menasché, il chirurgo parigino che per primo nel 2000 tentò questa strada su un uomo di 72 anni, dichiara la sua perplessità. L’esperimento A distanza di sei mesi la forza di contrazione dei cuori nutriti con le cellule staminali è arrivata al 46%, mentre i malati che hanno fatto solo il by-pass si sono attestati su un modesto 37,2%. Teniamo presente che la condizione di partenza di questi malati era grave: l’energia della loro pompa cardiaca non raggiungeva il 35%. Il risultato sembra innegabilmente brillante senza che siano comparse, a quanto riferisce Amit Patel, il coordinatore dello studio, quelle pericolose alterazioni del ritmo cardiaco che hanno, invece, segnato pesantemente tentativi analoghi fatti nel mondo. Philippe Menasché, il pioniere francese del primo cuore rigenerato con le staminali all’Ospedale Bichat di Parigi aveva utilizzato cellule muscolari prelevate dalla coscia del paziente. Coltivate in laboratorio fino a farle tornare al loro stadio più immaturo (mioblasti), le cellule erano state poi iniettate nel cuore con un microago nel corso del by-pass. Ma il paziente, dopo un primo sorprendente miglioramento, era deceduto. Nell’agosto dell’anno successivo nella clinica per le malattie cardiache dell’Università di Dusseldorf un nuovo esperimento su un uomo di 46 anni, questa volta a torace chiuso: le cellule staminali furono prelevate dal midollo osseo e iniettate attraverso un catetere nell’arteria coronaria più vicina all’area dei cuore danneggiata. La stessa équipe ha realizzato in questi anni altri interventi, con risultati contrastanti, ma ottenendo in alcuni casi una riduzione dell’area del cuore danneggiata del 30 per cento. Tentativi di autotrapianto di cellule staminali prelevate dal midollo e iniettate direttamente nel muscolo cardiaco sono poi stati fatti anche in Italia, all’Ospedale di Mirano (Venezia) nell’ottobre 2001 e due anni fa a Padova dal cardiochirurgo Gino Gerosa. Le prospettive I critici dell’esperimento di Pittsburgh sollevano dubbi sulla capacità delle cellule staminali adulte, quali sono quelle del midollo osseo, di trasformarsi in cellule muscolari cardiache. Anche perché studi recentissimi hanno rivelato che nel topo questa complessa metamorfosi non avviene. Qualcuno ipotizza, addirittura, che nel miglioramento dei malati siano in gioco altri fattori, ancora sconosciuti. I test sugli animali |
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