"Nel mondo un centro del genere non ce l'ha proprio nessuno. Aprirà i battenti nel giro di un mese al San Giovanni e Paolo e fra un paio d'anni si trasferirà nella nuova sede della Banca degli occhi, a Mestre, quando sarà pronto il nuovo ospedale".
Nel mondo scientifico tutti ci invidiano il prof. Michele De Luca, direttore scientifico del Centro regionale del Veneto per la ricerca sulle cellule staminali, lo scienziato che è riuscito a "fabbricare" cellule staminali in laboratorio, ovvero tessuto in grado di riparare l'occhio reso cieco da lesioni superficiali.
De Luca sta mettendo in piedi a Venezia - ma il trasloco a Mestre avverrà nel giro di un paio d'anni - il centro per le cellule staminali. Unico nel suo genere - giapponesi, francesi e americani stanno copiando la sua metodica - sarà un punto di assoluta eccellenza della sanità mondiale. Vuol dire che, senza troppa fatica, questo centro attirerà pazienti da tutta Europa se non da tutto il mondo. "Calcoliamo che in Italia ci siano più o meno 500 pazienti all'anno che hanno bisogno di questo intervento. Qualche migliaio a livello europeo" - spiega il prof. De Luca.Mestre diventa la capitale della ricerca sulle cellule staminali e questo non è l'unico punto di orgoglio per la sanità veneziana perchè anche l'altro 50 per cento della ricerca, quella chirurgica, è tutto made in Mestre visto che quasi tutti gli impianti di cellule staminali finora sono stati fatti da Paolo Rama, il figlio del prof. Giovanni Rama. Paolo Rama lavorava a Venezia ed ora è al San Raffaele di Milano "e così non ci troviamo mai perchè quando lui era qui, io lavoravo a Roma e adesso che sono venuto io a Venezia, lui è a Milano" - sorride Michele De Luca che collabora da sempre proprio con il giovane chirurgo mestrino che ha ereditato "la mano" del padre e sta bruciando le tappe nella chirurgia applicata alle cellule staminali. "La speranza è che Paolo Rama possa tornare a Mestre e che possa nascere proprio qui un centro superspecialistico, con un chirurgo dell'occhio dedicato proprio a questo settore delle cellule staminali" - dice il prof. De Luca. Ieri mattina De Luca ha presentato alla Fiera di Padova, nel corso di Bionova, il forum delle biotecnologie, le ultime novità sulle cellule staminali. La nuova frontiera è quella della terapia genica, ovvero del trapianto vero e proprio di cellule nuove su tessuti diversi dall'occhio che, quindi, vengono rigenerati. Ma questo è il futuro, adesso invece si lavora a più non posso sulle cellule staminali dell'occhio e non siamo più ai tempi dei pionieri.
Dal 1997, l'anno della pubblicazione dei primi studi, un centinaio di pazienti sono stati "curati" con le cellule staminali e nel 90 per cento dei casi hanno riacquistato la vista. Sia nel caso di un occhio solo che di entrambi gli occhi. E valeva la pena di vedere la presentazione del prof. De Luca ieri mattina, con le diapositive che mostravano "prima" un occhio velato disperatamente di bianco, completamente cieco e poi lo stesso occhio praticamente normale, che aveva recuperato i dieci decimi di vista. Stiamo parlando di pazienti che a causa di ustioni da agenti chimici avevano avuto lesionato il tessuto che riveste la cornea. Pazienti in cui il trapianto di cornea non serve a nulla se prima non si innestano cellule staminali prelevate dall'occhio dello stesso paziente - ma in un caso anche dall'occhio di una sorella del paziente. In laboratorio, ha spiegato De Luca, viene coltivato un frammento del rivestimento della cornea ottenuto dall'occhio sano, basta un millimetro del limbus, il tessuto che si trova al confine tra la cornea e la congiuntiva perchè solo nel limbus si trovano le cellule staminali. Le cellule vengono immerse in una sostanza in grado di stimolarne la crescita. In poche settimane si forma una quantità di tessuto sufficiente. Questo lembo di tessuto viene preso e appoggiato, come una specie di carta velina adesiva sulla cornea. Poi si fa il trapianto della cornea e il paziente torna a vedere.
Facile - a vederlo in diapositiva - e assolutamente mirabolante. Incredibile.
Ebbene, a Venezia sta per nascere questa fabbrica di cellule staminali, una fattoria della riproduzione in vitro in grado di guarire dalla cecità - assieme al trapianto di cornea - qualche centinaio di persone ogni anno.
Nel frattempo il progetto per la nuova sede della Banca degli occhi, nell'area del nuovo ospedale di Zelarino, è pronto e l'architetto Emilio Ambasz - il progettista anche del nuovo ospedale - lo regalerà alla Fondazione Banca degli occhi. Si tratta di una piramide che richiama quella dell'ospedale, con due enormi pannelli di verde davanti, a costruire una specie di porta semiaperta verso il centro. Alla fine del 2006 il Centro sarà pronto e il prof. De Luca con la sua équipe si trasferiranno da Venezia a Mestre.
Maurizio Dianese
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