| ESPERIMENTO NEGLI STATI UNITI Ratti paralizzati, muovono le zampe con le staminali Decine di migliaia di cellule staminali embrionali umane iniettate nel liquido spinale di 15 ratti paralizzati hanno permesso agli animali di ricominciare a muovere le zampe. L’esperimento, condotto negli Stati Uniti e pubblicato sul Journal of Neuroscience, ha funzionato, anche se in un modo completamente imprevisto. Nella ricerca, finanziata dall’associazione statunitese per la ricerca sulla Sclerosi laterale amiotrofica, si è visto che l’azione delle cellule umane non permette ai topi di riprendere a muoversi in modo normale, ma rappresenta comunque un primo risultato molto incoraggiante, hanno osservato i ricercatori dell’università Johns Hopkins, che hanno condotto l’esperimento. Le applicazioni di questa tecnica sull’uomo, rilevano, saranno tuttavia possibili soltanto fra molti anni. «La nostra prima ipotesi è che il recupero dei movimenti fosse dovuto alla riparazione dei circuiti nervosi da parte delle cellule staminali umane iniettate, ha detto il neurologo responsabile della ricerca, Douglas Kerr, della Johns Hopkins. Alcune delle cellule staminali umane trasferite nei ratti sono effettivamente diventate cellule nervose, ma in una quantità non sufficiente a permettere il movimento». «Invece - dicono i ricercatori - queste cellule hanno creato un ambiente che proteggeva i neuroni dei ratti ancora conservati, aiutandoli a sopravvivere». Un’azione protettiva che, secondo i neurologi, si deve soprattutto a due molecole: una di queste, il fattore di crescita alfa (TGF-alfa) aiuta le cellule nervose del ratto a sopravvivere; l’altra, il fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF),fa in modo che i neuroni del ratto mantengano la rete di connessioni che li tiene in collegamento e permette il passaggio degli stimoli nervosi. |
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