| Frist, medico e capogruppo al Senato, critica il presidente Staminali, Bush tradito dal leader repubblicano DAL NOSTRO INVIATO Appena un mese fa, quando la legge che autorizza l´indispensabile supporto governativo alla ricerca fu approvata dalla Camera e raggiunse il Senato per il secondo e definitivo voto, Frist, che è un cardiochirurgo di fama nazionale, si era detto contrario. La legge, nonostante il sostegno dei senatori repubblicani meno condizionati dalla virulenta lobby del fondamentalismo cristiano, minacciava di languire e di estinguersi. Il presidente Bush, che alla destra cristianissima e inflessibile deve una parte essenziale della propria vittoria e della propria vacillante popolarità, aveva promesso di bloccarla, se la legge fosse arrivata sul suo tavolo per la firma, utilizzando per la prima volta nella sua presidenza il privilegio costituzionale del veto. È stato dunque uno shock, per la Casa Bianca come per i colleghi senatori, quando Frist, di fatto l´uomo che controlla i lavori del Senato come capogruppo della maggioranza, ha pronunciato il suo discorso di abiura. «È tempo di colmare il fossato fra la fede e la scienza - ha detto - e anche se la promessa della ricerca sulle cellule staminali embrionali è ancora lontana, il divieto di utilizzare fondi pubblici per finanziarla rallenterebbe inesorabilmente il lavoro dei ricercatori e intralcerebbe la possibilità di trovare nuove cure per malattie oggi intrattabili. Dunque la politica adottata dal Presidente Bush nel 2001 va modificata». In quel 2001, nel tentativo di accontentare tutti senza risolvere nulla, Bush aveva concesso danaro federale soltanto per lavorare su 78 linee di coltura di cellule già esistenti, che quindi non avrebbero richiesto di "uccidere", nel linguaggio acceso degli oppositori, embrioni esistenti. Ma, come i ricercatori avevano subito osservato, queste 78 "linee" erano immaginarie, soltanto 22 esistevano davvero e di queste nessuna offriva la vitalità e le potenzialità che le cellule ricavate direttamente dagli embrioni possiedono. La ricerca sulle embrionali sarebbe potuta continuare, perché negli Stati Uniti essa non è proibita, ma in laboratori e con fondi privati. Una limitazione fatale, perché le sempre demonizzate multinazionali dei farmaci sanno che ogni sfruttamento commerciale di nuove eventuali terapie è lontanissimo, e gli investimenti necessari sarebbero onerosi. Soltanto il finanziamento federale, governativo, può sostenere la ricerca, attraverso istituti senza fine di lucro come il National Institute of Health di Bethesda. Entra in scena Bill Frist, il chirurgo prestato alla politica. Nella sua doppia natura, di politico e di medico in attività, Frist ha oscillato tra la "linea" di partito, il no ai soldi pubblici, e l´imperativo della propria formazione scientifica. E la sua defezione, che egli ha attenuato nel giusto richiamo ai principi guida, alla moralità, al consenso dei donatori di embrioni destinati comunque alla distruzione, dice che il controllo di Bush e del suo mazziere, Karl Rove, sul proprio partito, e sull´ala non integralista della destra repubblicana, è, come sempre nel secondo mandato di un presidente, allentata. Il "senatore dottore", che lo stesso Bush aveva scelto per guidare il partito in Senato, ha ambizioni presidenziali per il 2008. Ha letto la propria coscienza di cardiochirurgo specializzato nei trapianti cuore-polmoni e ha letto i sondaggi che indicano una forte maggioranza di americani favorevoli allo studio delle staminali embrionali e ha rotto con la linea dell´intransigenza ispirata da quella lobby cristiana. Su un tema difficile quanto lacerante come l´utilizzo di embrioni per la ricerca medica, si è spostato verso il centro razionale e ragionevole dell´opinione nazionale, che chiede condizioni etiche precise ma rifiuta l´assolutismo ideologico e fideistico. Ha compiuto un passo verso quell´aerea moderata e riflessiva dell´elettorato verso la quale, sull´altro versante, si sta da tempo muovendo Hillary Clinton, nella scommessa che la chiave della successione a Bush non sia più tra le dita dell´estremismo di destra o di sinistra. Ora che la legge sarà sicuramente passata, alla riapertura del Senato in settembre, la patata bollente tornerà sul tavolo di Bush che sperava di essersene liberato con la formula ambigua delle «78 linee di cellule esistenti». Se sarà fedele ai propri principi religiosi, dovrà opporle il veto e aprire un fronte di scontro con la maggioranza del proprio partito, con la leadership parlamentare e con l´opinione pubblica che già nei sondaggi lo sta tradendo. Se la firmerà, o se la lascerà giacere senza firma, dunque facendola entrare in vigore per "silenzio assenso", offenderà le legioni dei propri supporter più fedeli, gli elettori nel sud della "cintura della Bibbia". Ma sarà difficile, per il Presidente, accusare il dottor Bill Frist, un militante antiabortista, un figlio del Tennessee devoto che ogni estate regala settimane di lavoro e di interventi chirurgici gratuiti in ospedali di missionari in Africa, di essere un liberal di sinistra senza cuore, indifferente alla mistica della vita. |
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