| MANTOVA sabato 16 novembre 2002, S. Margherita di Scozia Una banca per le cellule staminali di Roberto Bo Cellule staminali congelate per venti-trenta anni e anche più. Di esclusiva proprietà del donatore e da usare in caso di necessità per sè o al massimo per i propri famigliari come terapia in caso di certe malattie. La chiamano medicina del futuro e a Mantova sta diventando una realtà. La nostra provincia è infatti la prima in Italia ad aver costituito una banca autologa del cordone ombelicale. Si chiama Bamco ed è nata grazie ad una convenzione stipulata tra una associazione Onlus e il Carlo Poma. La nuova banca consentirà a tutti i neo genitori che ne faranno richiesta di congelare le cellule staminali ottenibili dal proprio neonato, cellule che altrimenti andrebbero perdute insieme alla placenta. Di fatto ogni mamma potrà donare al proprio figlio una sorta di "assicurazione" sulla vita, un certo quantitivo di cellule staminali che potrebbero risultare utilissime negli anni futuri per curare alcune gravi malattie. L'idea di creare Bamco è venuta alcuni mesi fa a Elsa Sarzi Puttini, presidente dell'associazione mogli di medici italiani di Mantova, ma già da qualche tempo l'ipotesi era stata presa in considerazione anche da tre primari del Carlo Poma: Pasqualepaolo Pagliaro (Medicina Trasfusionale), Gabrio Zacchè (Ostetricia-Ginecologia) e Mauro Stronati (Patologia Neonatale). Ne hanno parlato insieme a alla fine, il 5 marzo scorso, hanno fondato davanti ad un notaio di Mantova un'associazione Onlus senza scopo di lucro che ha preso il nome di Bamco (Banca autologa mantovana del cordone ombelicale). Obiettivo dell'associazione quello di costituire una banca per la raccolta e la conservazione delle cellule staminali autologhe dal cordone ombelicale. Già mesi fa il progetto aveva ottenuto l'okay dal comitato di etica dell'ospedale mantovano e nei giorni scorsi è arrivato anche il via libera alla convenzione con l'azienda ospedaliera che consentirà di utilizzare le strutture del Carlo Poma e le sue professionalità. «Siamo quindi pronti per partire - dice soddisfatto il primario del servizio di Immunoematologia e medicina Trasfusionale Pasqualepaolo Pagliaro - la data d'inizio per la raccolta delle cellule staminali autologhe è il primo gennaio. Per la nostra provincia si tratta di una scommessa sul futuro, proprio in un momento in cui la ricerca sembra aprire nuovi orizzonti alla potenzialità terapeutica delle cellule staminali, oltre che per i trapianti ematopoietici anche nel campo della terapia genica, dei vaccini anti-tumorali e della ricostruzione di tessuti danneggiati come quello nervoso, osteo-articolare e muscolo-cardiaco». Quella di Mantova diventa quindi la prima banca autologa in Italia (il sangue del cordone ombelicale resta di proprietà del donatore), mentre ne esistono altre definite omologhe (la più nota è quella del Policlinico di Milano fondata dal professor Girolamo Sirchia, attuale ministro della Salute) dove il cordone viene considerato come un materiale privo di proprietà e quindi dopo la donazione da parte della madre e la sua conservazione può essere utilizzato anche per la cura di estranei. |
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