Articolo da "L'Arena - Il giornale di Verona" del 3 novembre 2004

MEDICINA. Fa crescere vene e arterie
Ecco la cellula staminale che scongiura l’ischemia

Roma. Isolata tre anni fa, la supercellula capace di far sviluppare sangue, vene e arterie ora è stata scovata nel suo «habitat» umano: un sottogruppo di una famiglia molto ampia di cellule del sangue di cordone ombelicale. Con questa scoperta, coordinata dall’ematologo Cesare Peschle, dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), diventa possibile avere a disposizione grandi quantità di supercellule per favorire la crescita di nuovi vasi sanguigni contro lo scarso afflusso di sangue (ischemia) verso cuore e arti inferiori.

La ricerca, pubblicata sulla rivista della Federazione delle Società americane di Biologia sperimentale (Faseb Journal), è stata condotta dall’Iss in collaborazione con l’Istituto nazionale di biostrutture e biosistemi (Inbb) e le università statunitensi della California a San Diego e Thomas Jefferson di Filadelfia.

I numerosi test sull’uomo in corso sia in Europa che negli Stati Uniti e in Asia tesi a favorire lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni stanno utilizzando nella maggior parte dei casi cellule del tipo CD34+, ossia la grande famiglia di cellule della quale fa parte la supercellule scoperta dal gruppo di Peschle nel 2001, chiamata emoangioblasto. «In tutti questi casi si utilizzando popolazioni di cellule non purificate, ossia popolazioni che contengono solo una piccola parte delle cellule con effetto terapeutico», ha osservato Peschle.

Ma adesso i ricercatori sono riusciti a isolare da questa grande famiglia di cellule umane una sottopopolazione molto piccola (pari appena all’1% del totale di cellule presenti), ma estremamente selezionata.

È formata da cellule CD34+KDR+, che non soltanto hanno la capacità di favorire la crescita di sangue e vasi sanguigni, ma che hanno riservato una nuova sorpresa: sono anche capaci di rilasciare fattori di crescita che permettono di nutrire e far crescere le cellule dello stesso tipo.

Nei topi con un sistema immunitario indebolito e utilizzati come modello dell’ischemia cardiaca e degli arti inferiori, le cellule umane sono state iniettate dove il tessuto era poco irrorato dio sangue. Una volta trapiantate, ha detto Peschle, «le cellule hanno facilitato la generazione di arteriole e capillari».