Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 15.08.03
Ogm: «Alemanno rispetti i patti»

UDINE. «Inaccettabili e incomprensibili, un dietro-front pericoloso». Così Coldiretti del Fvg ha definito le dichiarazioni del ministro all'agricoltura Alemanno sugli Ogm, possibilista, in caso di analisi negative, circa la commercializzazione del mais contaminato. Il direttore regionale di Coldiretti, Oliviero Della Picca, ricorda al ministro che una legge dello Stato «vieta la commercializzazione di sementi modificate geneticamente e visto che la legge non è stata modificata occorre rispettarla. Ne consegue - dal punto di vista giuridico - che i prodotti che derivano da queste sementi sono di conseguenza vietati e che il divieto della loro commercializzazione, êin Italia o all'estero, per uso alimentare, umano o animale, deve essere la risposta minimale». «Spiace - prosegue Coldiretti - che un ministro della Repubblica, che si è sempre dimostrato molto sensibile e attento alle produzioni di qualità nazionali, che si è battuto con forza e coraggio nelle sedi comunitaria e internazionale contro i tentativi delle multinazionali di uniformare gusti e produzioni a svantaggio dell'agricoltura made in Italiy, in questo frangente dimostri una così grande sensibilità alle esigenze commerciali delle multinazionali che sono colpevoli non solo di aver venduto sementi vietate commettendo il reato di frode in commercio, ma di non aver avvertito i proprio clienti della situazioni creatasi, ritirando dove possibile la merce non corrispondente a quanto indicato in etichetta. Si sarebbero evitati problemi e soprattutto costi che sono ora a carico di tutta la collettività oltre che delle imprese agricole». Coldiretti, che ricorda al ministro che le sementi contaminate sono corpo del reato e che le analisi che si propone di effettuare non hanno alcun valore legale, visto che non è stata stabilita una metodica analitica condivisa, sollecita il ministro a dedicare pari energie per difendere gli interessi degli uniche vittime di questa vicenda, i coltivatori e i consumatori. I coltivatori - aggiunge Coldiretti - a oggi sono gli unici ad aver subito un danno grave da questa vicenda mentre nessuno si è occupato di punire i responsabili».