Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 05.08.03
«A questo punto potrebbe essere già contaminato il latte»
«Quel mais va distrutto»

UDINE. «Il mais Ogm va distrutto». Lo chiede alla Regione la sezione friulana dell’associazione nazionale per l’Agricoltura biologica. «Non è una questione di principio né una lotta ideologica ma un calcolo dei rischi e dei benefici. La scelta dell'assessore Marsilio, di mantenere in produzione i campi potenzialmente contaminati da semente transgenica, benché tenendoli “sotto osservazione”, non accontenta chi ha serie intenzioni di tutelare la libertà di scelta e l'ambiente. L'incertezza sul destino ambientale, testimoniata dall'animata disputa scientifica che divide anche i ricercatori italiani, e la palese inaffidabilità degli strumenti analitici (l'analisi quantitativa) non possono che indurre a usare tutto il possibile per ridurre il rilascio ambientale degli organismi geneticamente modificati». «I costi della distruzione sono assolutamente limitati: l'indennizzo agli agricoltori è garantito dalle ditte sementiere; della produzione di meno di 200 ettari di mais non si sentirà certo la mancanza da parte delle ditte mangimistiche; i costi dell'intervento sono minimi ed in tutti i casi inferiori al regime di controllo ed analisi ipotizzato. I rischi comportati dal mantenere in campo le colture sono invece incalcolabili – continua la nota –, nel senso che non siamo in grado adesso di calcolarli, semplicemente perché degli Ogm e del loro comportamento nell'ambiente ancora si sa troppo poco. Non c'è solo il pericolo del polline (purtroppo già diffuso alle colture circostanti) ma anche dei residui colturali (stocchi, radici, ecc.) che rimarranno nel terreno (si legga anche la discussa presentazione al Senato di Anna Benedetti) e che entreranno nell'ecosistema». «Quindi perché non distruggere? Per dare una mano alle case sementiere nella creazione di quell'inquinamento di fondo che aprirebbe le porte al libero utilizzo? Quante altre aziende che hanno utilizzato consapevolmente o inconsapevolmente gli Ogm ci sono in Regione? Magari anche per la produzione di silo-mais che in questa stagione è già in uso nelle stalle e quindi ha potenzialmente già contaminato latte e carne. Non ci consola sapere che diventeremo un'area laboratorio dove saranno verificati i livelli di contaminazione e magari la possibilità di coesistenza tra agricoltura transgenica e no, anche perché tali studi sono già stati condotti a livello europeo, si veda lo “Studio della Commissione Ue sull'Impatto degli Ogm” che racchiude un capitolo proprio sul mais. Per la cronaca: la conclusione dello studio europeo è che la coesistenza è possibile, ma a costi molto alti, tanto da non rendere il settore competitivo. Oppure tali costi li facciamo pagare ai cittadini-consumatori e agli agricoltori onesti?». In conclusione l’associazione chiede: «obiettività di giudizio, il rispetto delle leggi e il coraggio di agire. Assessore, faccia distruggere quelle colture e i fondi destinati al monitoraggio li utilizzi per conoscere davvero la situazione regionale sull'utilizzo degli Ogm. Non faccia il gioco delle case sementiere che già stanno organizzando la campagna prossima, ovviamente Ogm».