Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 04.10.03
L’appello lanciato anche agli altri presidenti. «Non può diventare una terra di conquista la patria degli alimenti tipici»
«Come rappresentanti delle imprese agricole e del mondo ambientalista, temiamo che nel nostro paese venga meno il confine con la contaminazione genetica»

«Tolleranza zero sugli ogm»

Coldiretti, Legambiente e Aiab: Illy dichiari la regione libera dai prodotti transgenici

UDINE. Il presidente della regione dichiari che il Friuli Venezia Giulia dovrà essere libero dagli Ogm. Questo, in estrema sintesi, l’appello lanciato dal presidente di Coldiretti, Claudio Filipuzzi, da Legambiente e Aiab al governatore Riccardo Illy e anche al resto dei presidenti delle regioni. E’ chiaro tuttavia che Illy non potrà sopravanzare la normativa Ue che fissa la soglia di tolleranza agli Ogm allo 0,1. Stabilire il limite di tolleranza zero per quanto riguarda la contaminazione delle produzioni biologiche, dichiarare dunque il Friuli-Venezia Giulia libero da ogm, assicurare meccanismi di responsabilità civile al fine di includere anche il caso di danni derivanti da contaminazione genetica accidentale.

Come si diceva, lo hanno chiesto al presidente della Giunta regionale Riccardo Illy e a tutti i presidenti delle regioni d'Italia la Coldiretti, Legambiente e l'Aiab (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica) in una lettera aperta inviata in occasione della presentazione di Biodomenica 2003, la festa dell'ambiente, dell'alimentazione e del gusto che si svolgerà il 5 ottobre nelle piazze delle maggiori città italiane e in Friuli-Venezia Giulia (a Udine in piazza XX Settembre e a Pordenone a Villa Carinzia) per offrire ai cittadini informazioni sui prodotti di un'agricoltura che ha scelto di offrire alimenti sani e di qualità, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura oltre ovviamente ad assaggi dei prodotti.

«Come rappresentanti delle imprese agricole e del mondo ambientalista, accomunati dal nostro impegno per la difesa e la promozione delle produzioni agricole italiane di qualità, temiamo fortemente - hanno scritto i presidenti nazionali di Coldiretti Bedoni, di Legambiente Realacci e di Aiab Vizioli - che la coesistenza, nel nostro Paese possa far venir meno il confine tra ogm e ogm-free, facendo della patria della buona agricoltura e dei prodotti tipici la terra di conquista dell'agricoltura transgenica». L'Italia, infatti, scrivono ancora – ha un sistema agroalimentare unico, fortemente interconnesso con i contesti territoriali e culturali delle varie regioni del Paese, la cui produzione tipica e di qualità si è affermata a livello internazionale in un contesto tendente alla globalizzazione e all'appiattimento del gusto. Immaginare una coesistenza fra colture transgeniche, convenzionali e biologiche in contesti di questo genere appare improponibile, soprattutto se ci si limita solo a misure aziendali. Rinviare le azioni a livello regionale all'accertamento del fallimento delle misure aziendali, significa rendere irreversibile la contaminazione delle coltivazioni tradizionali e biologiche compromettendo fortemente la competitività dell'agricoltura italiana fondata sulla qualità e tipicità delle sue produzioni. Pertanto - affermano Coldiretti, Legambiente e Aiab - «chiediamo di intervenire in tal senso tenendo in piena considerazione la specificità del sistema agroalimentare nazionale, introducendo in particolare misure atte a stabilire il limite di tolleranza zero, dichiarando le proprie Regioni "libere da ogm", senza dover prima attendere l'inefficacia delle misure aziendali.

Intanto, al convegno di Torino sugli Ogm è intervenuto l’economista Jeremy Rifkin. «La fame nel Terzo Mondo è un fenomeno complesso che non risolverà con l'introduzione di coltivazioni Ogm», ha riferito, ribadendo che «lo scontro sulle coltivazioni Ogm smaschera le debolezze sulla globalizzazione». «È probabile - ha aggiunto Rifkin - che l'idea infelice di forzare gli europei ad accettare gli Ogm fallisca. In realtà, potrebbe essere l'ultima goccia che fa traboccare il vaso per le relazioni tra Europa e Stati Uniti. La battaglia contro i cibi Ogm unisce gli europei e dà alle popolazioni un nuovo significato alla loro comune identità europea, allontanandole sempre più dal vecchio alleato al di là dell'Atlantico».