Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 25.09.03
Anci e Coldiretti stipulano un patto per frenare gli ogm

AGRICOLTURA

UDINE. Una alleanza, "forte" come l'ha definita Flavio Pertoldi, quella che è stata stretta tra Coldiretti e Anci regionale sulla promozione, valorizzazione e sviluppo delle produzioni agricole tipiche, locali e di qualità, produzioni che rappresentano le colture e le culture dei territori del Friuli che non possono essere sommerse dal biotech «di cui il Fvg non sente né l'esigenza né il bisogno e che anzi rappresenta un rischio», come ha specificato il presidente di Coldiretti, Claudio Filipuzzi. "La qualità delle produzioni agricole, compresa la lotta alle micotossine del mais - ha aggiunto infatti Filipuzzi - si raggiunge benissimo migliorando e affinando i metodi tradizionali di coltivazione, anche con la semplice rotazione, senza introdurre nuovi elementi destinati a provocare una infinita serie di conseguenze a catena ancora sconosciute. Il mais Ogm resistente alla diabrotica - ha aggiunto - ha per esempio prodotto una diabrotica resistente al mais e la scomparsa di tutta una serie di altri insetti. Dobbiamo abbandonare questa logica perversa, producendo meno e meglio". L'alleanza fra Anci e Coldiretti stretta ieri alla presenza dei vertici regionali e provinciali di Coldiretti e del comitato esecutivo dell'Anci - è stato spiegato - non è finalizzata solo alla diffusione fra i comuni del Fvg di un documento di Coldiretti e che i sindaci si impegnano a portare all'attenzione dei consigli comunali per l'approvazione di una eventuale delibera, ma punta all'organizzazione di una campagna di informazione e sensibilizzazione da attuarsi - come ha spiegato Pertoldi - anche assieme alle associazioni dei consumatori, e punta al rilancio di Res-tipica, una iniziativa Anci volta alla promozione delle colture territoriali. "Perché - ha detto Pertoldi - difendendo la polenta friulana non si difende solo un prodotto, ma anche e soprattutto una storia, una cultura, un territorio e un modo di fare agricoltura che trova il suo punto di forza, il suo valore aggiunto nella riscoperta dei vecchi cloni più che sulla valorizzazione di coltivazioni indifferenziate e di massa, comuni in tutto il mondo" "Non c'è alcuna fretta - ha aggiunto il direttore di Coldiretti del Fvg Oliviero Della Picca - di introdurre Ogm in Fvg. Visto che la scelta è irreversibile ("nei terreni argillosi sono state trovate tracce di contaminazione Ogm dopo una sola coltivazione") i principi di precauzione e di prudenza debbono davvero essere il filo conduttore di amministratori e imprenditori agricoli".