Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 23.09.03
Agripolitica. Le produzioni convenzionali e transgeniche
Il ministro: vogliamo fare una legge per essere in tempo prima delle semine
Ogm, Alemanno annuncia un decreto sulla coesistenza

ROMA. Sul fronte della coesistenza tra produzioni convenzionali e biologiche e produzioni transgeniche (Ogm), il ministro delle Politiche agricole, Giovanni Alemanno, intende intervenire «con un decreto legge». Lo ha detto domenica a Taormina, a margine del consiglio informale dell’Agricoltura dell’Unione europea, la cui conclusione dei lavori è avvenuta ieri con una sessione formale dedicata alle relazioni tra l’Ue e i Paesi in via di sviluppo dopo il fallimento della riunione ministeriale multilaterale a Cancun.

«Vogliamo intervenire subito sulla coesistenza», ha spiegato Alemanno, precisando che «i tempi sono molto stretti». E ha aggiunto: «Noi vogliamo fare la nostra legge sulla coesistenza per essere in tempo prima delle prossime semine». Se vogliamo uno slogan possiamo dire, ha spiegato il ministro, «finiscono le moratorie perchè comincia un forte e chiaro rigore sulla distinzione delle filiere Ogm e Ogm free».

Partendo dalla normativa europea che vieta di dichiarare una Regione “Ogm free” (come è avvenuto per la Toscana), Alemanno ha sostenuto che «bisogna andare su aree più ristrette rispetto a quelle regionali, quindi garantire il diritto di scelta del produttore dandogli responsabilità precise rispetto al rischio di contaminazione». Al riguardo, ha detto che chiederà proprio ai responsabili della Toscana di essere presenti nelle discussione sugli Ogm a livello europeo. In Italia, ha aggiunto il ministro delle Politiche agricole e forestali, si pone anche il problema importante della frammentazione delle proprietà, e «potrebbero essere insufficienti norme di coesistenza basate su singoli produttori».

Ritorna dunque con forza sulla scena europea la problematica degli Ogm nelle sementi. Su iniziativa dei servizi del commissario europeo per la Sanità David Byrne, gli esperti dei Quindici esamineranno a Bruxelles una proposta in cui si suggerisce di stabilire soglie di tolleranza per le sementi nella misura dello 0,3% per la colza, 0,5% per il mais e 0,7% per la soia. Gli esperti del Comitato europeo per le sementi non passeranno ai voti, ma si tratta di un primo giro di tavolo per conoscere le posizioni dei Quindici al riguardo.

Beate Gminder, portavoce del commissario europeo per la sanità David Byrne presente a Taormina, ha precisato che «l’impurità nelle sementi è inevitabile ed è e deve essere accidentale». Byrne, ha aggiunto la portavoce, cerca una soluzione che «permetta a coloro che vogliono lavorare Ogm free di rispettare la soglia dello 0,9% di tolleranza per gli alimenti fissata dal Consiglio Ue e dall’Europarlamento nel luglio scorso».

Immediata la replica del ministro Alemanno: l’Italia, ha detto, «chiederà una tolleranza dello 0,1% per le sementi destinate alle colture convenzionali e lo zero assoluto per quelle destinate alle produzioni biologiche».