| Il presidente Filipuzzi: «La questione è troppo importante, dalle scelte che faremo dipende il nostro futuro» Patto contro la "polenta ogm" Coldiretti chiama a raccolta i sindaci per fare fronte comune sulle coltivazioni transgeniche Sul tema degli Ogm, la Coldiretti chiama a raccolta i sindaci del Friuli Venezia Giulia. Un incontro è stato fissato per mercoledì 24 settembre alle 12. Organizzato dalla federazione regionale di Coldiretti, si svolgerà nella sede della federazione provinciale di Udine. Vi parteciperanno i presidenti e i direttori regionali e provinciali di Coldiretti, guidati da Claudio Filipuzzi e da Oliviero Della Picca e il Comitato esecutivo dell'Anci, guidato dal presidente Flavio Pertoldi. «La questione Ogm - ha detto Filipuzzi - è troppo importante e non può essere liquidata con alcune battute. Dalle scelte che la società assumerà, dipenderà davvero il nostro futuro e non solo quello dell'agricoltura. Sottoporremo ai sindaci del Friuli Venezia Giulia un documento elaborato da Coldiretti sul quale chiederemo più che la solidarietà una riflessione e un dibattito e, se condiviso, l'approvazione di una delibera». Ma quello degli Ogm non è l'unico problema con cui gli agricoltori devono fare i conti. Proprio in questi giorni è stato definito dal Tavolo verde "un problema serio, che nel Friuli Venezia Giulia non deve essere trascurato" quello della presenza di focolai di Diabrotica, il parassita devastante delle piante del mais. La riunione a Udine, presieduta dall'assessore regionale all'Agricoltura Enzo Marsilio, ha consentito di fare il punto sulla diffusione del coleottero. È emerso che in provincia di Pordenone la situazione è ormai sotto controllo, considerato che la presenza della Diabrotica nella destra Tagliamento era stata riscontrata nel 2002. A preoccupare maggiormente gli esperti è ora la situazione nella provincia di Udine, dove sono stati individuate una trentina di zone in cui è stata registrata la presenza dei parassiti, e che potrebbero a breve essere dichiarate a norma di legge "focolai" della Diabrotica. L'ingresso del parassita è avvenuto probabilmente dalla Slovenia e dalla Croazia, e quindi il territorio destinato a maidicoltura estensiva del Friuli sarebbe il primo a rischiare un'ulteriore diffusione del coleottero. L'assessore Marsilio, tenendo conto dell'importanza della maidicoltura per l'agricoltura regionale, specie per i riflessi anche sulla zootecnia (molti allevamenti fanno parte di aziende che coltivano il mais da destinare all'alimentazione degli animali di proprietà) ha auspicato che si possa raggiungere un accordo con l'Ue per ottenere finanziamenti destinati a favorire la rotazione delle colture, considerato il rimedio più efficace per combattere i parassiti. Per debellare la Diabrotica occorre dunque, secondo l'assessore, la collaborazione di tutte le componenti del mondo rurale, assicurata dalle organizzazioni degli agricoltori, preoccupati per gli effetti negativi di un mancato controllo del problema sulle produzioni di numerose aziende e sull'occupazione nel settore.
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