Articolo da "Il Gazzettino" del 20.09.03
L’INTERVENTO
POLENTA OGM NOI STIAMO CON ILLY

di GIORGIO FIDENATO (*)

La Confederazione Italiana Agricoltori di Pordenone si schiera a fianco del governatore Illy in quanto condivide al cento per cento la posizione coraggiosa ed equilibrata da lui assunta sulla cosiddetta polenta transgenica. Siamo grati al governatore per la sua "apertura" nei confronti di queste colture e non scorgiamo, come altri, alcun contrasto con i suoi programmi elettorali per un'agricoltura di qualità. A nostro avviso è innanzitutto necessario sgombrare il campo dalla confusione che si è creata sui prodotti tipici, autoctoni, tradizionali e far prevalere una volta per tutte la verità. Quali sono i prodotti tipici e/o autoctoni del Friuli? Il mais è venuto dall'America; il merlot, cabernet e altre varietà sono vitigni di origine francese; il kiwi è stato importato dalla Nuova Zelanda; le mele gialle Golden delicious sono state selezionate in Inghilterra; il maiale maggiormente allevato per la produzione del nostro famoso prosciutto di San Daniele sono razze (Large white e duroc) selezionate in altri paesi. Se allarghiamo la visuale oltre la nostra regione vediamo: il pomodoro san marzano è una pianta importata dall'America (singolare ed esemplare è la sua storia: per 200 anni è rimasta solo una pianta ornamentale dai frutti gialli perché aveva tanti detrattori che, senza prove, ne attribuivano tutte le caratteristiche negative immaginabili). La lista sarebbe molto lunga e non c'è spazio sufficiente. La concludiamo citando il più famoso piatto globalizzato ante litteram: polenta e baccalà alla vicentina. Nessuno dei due ingredienti è originario, tipico, tradizionale e/o autoctono di Vicenza: il mais viene dall'America e il baccalà dalla Norvegia.

Con questa lunga lista di "verità" non intendiamo denigrare le nostre produzioni, ma ci preme smascherare le facili demagogie di chi si riempie la bocca con i concetti di tipico e tradizionale per contrastare gli OGM ed evidenziare e sottolineare due concetti: il primo è che non esiste un prodotto , tradizionale e/o di qualità in se stesso, ma lo diventa solo perché l'azione dell'uomo, talvolta coadiuvato dal clima, lo rende tale.

(*) Presidente Cia
di Pordenone