Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 18.09.03
Pinat: era meglio distruggere quei raccolti

L’ex presidente Ersa: non è chiaro se nel lungo periodo quelle produzioni sono dannose

UDINE. Nella vicenda degli Ogm, «è necessario rispettare la legge» che prevede «tolleranza zero»: lo ha detto Bruno Augusto Pinat, che è stato presidente e commissario dell'Ersa (Ente Regionale Sviluppo Agricolo) del Friuli-Venezia Giulia.

Senza voler entrare nel merito degli accordi stipulati dopo la scoperta di mais transgenico in alcune aziende del Friuli-Venezia Giulia, Pinat ha sottolineato la necessità «assoluta di rispettare le norme nazionali in vigore che - ha ricordato - prevedono tolleranza zero. Davanti a un problema così evidente e che ha risvolti non solo agricoli, ma anche ambientali e sanitari - ha aggiunto Pinat, che ha ricordato che a livello comunitario una certa tolleranza è ammessa - sarebbe stato più opportuno trovare una soluzione drastica, sulla falsariga di quanto ha fatto la Regione Piemonte, anche per dare un segnale ben preciso».

Per quanto riguarda gli aspetti scientifici, Pinat ha ricordato che «a oggi, nessuno è in grado di dirci se queste produzioni manipolate geneticamente possono nel lungo periodo essere dannose per l'uomo, gli animali e l'ambiente. Senza assumere posizioni medioevaliste o intransigenti e ben consapevole che la ricerca deve andare avanti - ha aggiunto Pinat - avrei visto con piacere, un coinvolgimento delle nostre università e una politica più incisiva per la salvaguardia e la valorizzazione delle produzioni tipiche tradizionali, soprattutto in aree della nostra regione a grandissima caratterizzazione turistica che paradossalmente sono oggi quelle che soffrono di più, come il Medio Friuli e la montagna».

«Senza barriere alla ricerca, quindi - ha spiegato Pinat - dovremmo comunque, in primo luogo, salvaguardare l'agricoltura mediterranea e i tanti giacimenti enogastronomici che la nostra agricoltura, in particolare quella del Friuli-Venezia Giulia, può proporre con prodotti unici e irripitebili in grado di proporre anche nel settore agroalimentare una moda di successo. Oggi - ha concluso Pinat, sottolineando che si tratta di considerazioni tecniche prive di qualunque valenza politica - non vi è alcuna certezza sugli Ogm».