Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 17.09.03
Illy: mangerei una polenta Ogm

Marsilio: «Era un piano concordato da tempo»

IL PRESIDENTE

UDINE. «Io, una polenta con mais geneticamente modificato me la mangerei anche subito. Tra dieci anni sorrideremo tutti dei problemi e della diffidenza di oggi verso la scienza». Lo ha detto il presidente della Regione, Riccardo Illy, commentando il maxi-sequestro di mais geneticamente modificato. «Comunque - ha proseguito - esistono leggi e vanno fatte rispettare. Quello del Noe è stato un atto formale che nasce dall'applicazione della legge da parte della Regione e degli altri soggetti coinvolti che, purtroppo, come da tradizione nazionale, sono sempre più frammentati e frammentari. La legge sostiene che i prodotti transgenici non devono essere presenti nella catena alimentare, nè degli uomini, nè degli animali. E la Regione Friuli-Venezia Giulia - ha concluso - non può che rispettare la legge».

«Il sequestro era previsto nel protocollo d’intesa siglato il 18 agosto a Roma tra Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, associazioni agricole, Regioni e industrie sementiere». Così l’assessore all’agricoltura Enzo Marsilio spiega la maxi-operazione. «Ieri la Procura ha voluto che accanto ai nostri, gli uomini della forestale che hanno notificato il sequestro, e quelli dell’Osservatorio delle piante, ci fossero anche i carabinieri del Noe. Tutto è andato come previsto e, come deciso dalle multinazionali, il materiale è stato stoccato a San Giorgio della Richinvelda. E’ vero che in un primo momento, le cooperative del Friuli Venezia Giulia si erano offerte di gestire tutta l’operazione, ma sempre il protocollo d’intesa prevede che siano proprio le multinazionale a definire dove, come e quando agire con lo stoccaggio, naturalmente sotto il nostro controllo, proprio come avvenuto ieri».

Prossimo passaggio? «Saranno fatti i controlli sul raccolto – continua Marsilio – e quindi potrà essere venduto, ma non per prodotti alimentari». «Non capisco, a questo punto, le speculazioni politiche dei Verdi romani che tornano a proporre la distruzione del mais e di bruciare i campi. Credo, che l’accordo siglato a Roma sia un ottimo accordo, come certificato, tra l’altro, dalla stessa Unione europea». (r.d’a.)