Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 17.09.03
I coltivatori della regione non sono coinvolti nel maxi-sequestro e non subiranno danni per il mancato raccolto
Coldiretti: attendiamo i risarcimenti
Il presidente Filipuzzi: i nostri associati si sono liberati di un grande peso

GLI AGRICOLTORI

«E’ scattato l’accordo del 19 agosto»

UDINE. «La raccolta del mais geneticamente modificato, avviata ieri in base agli accordi, pur rappresentando una fase delicata, è sicuramente liberatoria per le 61 aziende regionali che avevano inconsapevolmente acquistato dalle ditte sementiere un prodotto non conforme». Lo evidenzia Claudio Filipuzzi, presidente regionale di Coldiretti che aggiunge: «Dopo essere state individuate dall'Ispettorato centrale repressione frodi di Roma e segnalate alle Ass, e dopo il lungo braccio di ferro con le multinazionali delle sementi, è arrivato finalmente in momento di liberarsi di un prodotto non voluto e tanto meno desiderato e che ha gettato un'ombra sgradita sul sistema agricolo regionale che sta lavorando intensamente per un'agricoltura di qualità, nella quale le produzioni Doc e Igt si sviluppino sempre più assieme alle produzioni tipiche e tradizionali. Un danno di immagine difficilmente valutabile che andrebbe messo nel conto di chi ha tentato di diffondere sementi non richieste e non volute».

«Ma la raccolta del mais, che dovrebbe essere ultimata, tempo permettendo domani, non coincide con la conclusione di questa vicenda. Le aziende sementiere dovranno ora rendere operativo l'accordo del 18 agosto che prevede l'acquisto a prezzo di mercato del mais geneticamente modificato. Mais che, sempre secondo quell'accordo, non dovrà essere utilizzato né per l'alimentazione umana né per quella animale ma per fini energetici o industriali. In questa ottica l'obiettivo che s'era posta Coldiretti, quello di garantire nello stesso tempo consumatori e produttori - aggiunge Filipuzzi - è stato raggiunto. Soprattutto questi ultimi, una volta individuati dall'Ispettorato centrale frodi, qualora avessero immesso sul mercato partite di mais nate da sementi contaminate, avrebbero potuto risponderne penalmente».

Come a dire che oltre ad essere stati truffati dalla ditte sementiere, ne avrebbero dovuto rispondere davanti la legge. Da un anno, infatti, è in vigore nell'Ue il principio di responsabilità del produttore qualora immetta sul mercato (come nei casi della Bse) prodotti non conformi.