Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 17.09.03
Maxi-sequestro di mais Ogm in Friuli

In azione i carabinieri del Noe: prelevati 13 mila quintali di granturco in 59 aziende
Le sementi sono state stoccate in un consorzio di San Giorgio della Richinvelda per accertamenti
I siti erano stati scoperti in primavera, ma si è deciso di smantellarli soltanto a maturazione avvenuta

di GIACOMINA PELLIZZARI
UDINE. I carabinieri del Nucleo ecologico hanno sequestrato 13 mila quintali di mais geneticamente modificato e 141 ettari di terreno coltivato in 59 aziende della regione. L’operazione rientra nel protocollo d’intesa siglato dall’Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, dal ministero delle Politiche agricole forestali e dalla Pioneer Italia sementi per superare l’emergenza Ogm. La Pioneer Italia sementi, con sede in provincia di Parma, si è impegnata ad acquistare al miglior prezzo possibile il prodotto transgenico presente sul territorio nazionale. Nella mattinata di ieri con la super visione dei carabinieri del Noe di Udine è scattata la trebbiatura dei raccolti geneticamente modificati. Si tratta del sequestro più imponente effettuato finora in Italia.

Il mais è stato sottoposto a sequestro cautelativo, per fini sanitari, e stoccato in un consorzio di San Giorgio della Richinvelda per effettuare poi ulteriori accertamenti tecnici. Gli esperti valuteranno la percentuale degli organismi geneticamente modificati presente nei raccolti, mentre gli inquirenti verificheranno se tra gli agricoltori interessati dall’operazione c’è un rapporto di colleganza, se si fornivano tutti dallo stesso grossista o se venivano invogliati ad acquistare il prodotto geneticamente modificato. I titolari delle aziende sono considerati dei soggetti passivi e quindi non corrono alcun rischio dal punto di vista delle responsabilità. Non è ancora stato chiarito, infatti, in che tipo di produzione avrebbe potuto essere utilizzato il mais transgenico. Altre analisi saranno effettuate negli appezzamenti dove sono cresciute le piante geneticamente modificate per valutare se gli ogm hanno provocato delle modifiche morfologiche nei terreni.

Le trebbiatrici sono entrate in azione in 23 aziende del pordenonese, in 35 situate nella provincia di Udine e in una sola del goriziano. Solo in Friuli, tra Udine e Gorizia, sono stati sequestrati 7 mila quintali di prodotto ai quali si sono aggiunti altri 6 mila quintali prelevati nel pordenonese. Complessivamente sono stati sequestrati 141 ettari di terreno: 71 nel pordenonese, 65 in provincia di Udine e 5 nel goriziano. Difficile stabilire il valore del prodotto stoccato anche perché il prezzo del mais è legato all’andamento del mercato borsistico.

Il sequestro del mais transgenico ha chiuso il primo capitolo dell’indagine partita la scorsa primavera quando erano stati individuati, nonostante il divieto previsto dalla legge italiana, i siti sottoposti a coltivazioni di mais transgenico. Per evitare di creare un danno economico era stato deciso di smantellare le colture a maturazione avvenuta. Ieri i carabinieri del Noe, comandati dal tenente colonello Michele Sarno del Comando gruppo carabinieri tutela per l’ambiente Nord Italia e coadiuvati dal personale del Corpo forestale dello Stato e del servizio fito-sanitario-osservatorio malattie per le piante della regione, hanno proceduto al sequestro cautelativo delle 13 mila tonnellate di prodotto sottoposto a ulteriori accertamenti scientifici.