| I mais transgenici? anche migliori La protervia con cui il presidente di Legambiente si rivolge a consumatori e amministratori regionali (Gazzettino di Udine del 5 settembre) m'induce a far notare come sia importante che la gente si avvicini alla scienza perché possa sapere le novità e comprenderle a fondo e non lasciarsi influenzare da movimenti o partiti politici che agitano fantasmi e, come minimo, generano ubbie. La campagna contro gli Ogm, da parte di chi è riuscito a far eleggere addirittura il ministro dell'Agricoltura, è stata un indiscutibile successo, a spese però dell'agricoltura e soprattutto delle innovazioni genetiche nel settore che mirano alla salute dell'uomo (meno pesticidi), alla salvaguardia del suo ambiente (più sicurezza alimentare con meno inquinanti) e al rispetto della natura da cui traggono le risorse primarie (piante e geni). Nel 2001 non fu sufficiente la civile protesta e la lettera firmata da oltre mille specialisti italiani (tra gli altri il ministro: Veronesi e i premi Nobel per la medicina Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini) a far desistere l'allora ministro dall'approvazione delle normativa, tuttora in vigore, contro gli Ogm in agricoltura. L'integralismo verso il mais transgenico vigente in Italia, e non già nel resto d'Europa, sta causando i problemi all'ordine del giorno dei nostri amministratori. È l'autogol di certi movimenti e partiti che ancora pretendono di essere ascoltati da cittadini e politici. Certo la legge è ancora dalla loro parte, ma non bisogna lasciarsi irretire ulteriormente. Dal punto di vista strettamente tecnico devo aggiungere che gli attuali "inquinamenti da Ogm" non costituiscono la paventata "emergenza", né danno "indotto" per salute e ambiente. Anzi, eventuali varietà di mais a partire da questi "inquinanti" potrebbero rivelarsi migliori di quelle "tradizionali". Infatti chi conosce gli attuali mais transgenici li preferisce ai mais "di una volta". Con la prevista etichettatura spero che la gente possa scegliere attentamente, semmai dopo essersi informata accuratamente. Anche a scanso di equivoco, dato che in un articolo sul Gazzettino sono stato definito "difensore d'ufficio" degli Ogm, voglio puntualizzare che non ho mai ricevuto regalie personali, né finaziamenti per ricerche, da parte di multinazionali o ditte nazionali che trattino mais Ogm. Angelo Olivieri
|
||