Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 02.08.03
«Ogm, due multinazionali coinvolte»

UDINE. Sono due le multinazionali produttrici di semi di mais e di soia coinvolte nella vicenda che, in Friuli-Venezia Giulia, ha portato al sequestro amministrativo di 172 ettari di terreno (in 76 aziende) nei quali sono state scoperte coltivazioni di mais e soia con materiale Ogm (Organismi Geneticamente Modificati). Il dato è emerso nel pomeriggio, a Trieste, nel corso di una conferenza stampa durante la quale gli assessori regionali del Friuli-Venezia Giulia Gianni Pecol Cominotto (Sanità) ed Enzo Marsilio (Agricoltura) hanno ricostruito l' intera vicenda che ha portato alla scoperta degli Ogm. Gli stessi assessori hanno reso noto che una delle due multinazionali ha chiesto, all' Istituto Superiore di Sanità, la revisione delle analisi con le quali è stata scoperta la presenza di materiale Ogm. «Il mais transgenico raccolto in Friuli-Venezia Giulia - hanno affermato Pecol Cominotto e Marsilio - non entrerà nella filiera alimentare umana e animale, nè in regione, nè in Italia, nè nel mondo». I due assessori hanno reso noto che la notizia che due multinazionali produttrici di semi avevano venduto, «ad alcuni inconsapevoli agricoltori del Friuli-Venezia Giulia, prodotti contenenti materiale transgenico, è giunta alle autorità regionali il 15 giugno scorso, in pratica - hanno precisato - a fioritura già avvenuta». La decisione di non distruggere il mais ottenuto da sementi transgeniche - ha spiegato Pecol Cominotto - risponde a «un metodo attento alle norme, condiviso dalle aziende e utile per l' individuazione di una strada per la soluzione del problema». «La Regione Friuli-Venezia Giulia - hanno concluso Pecol Cominotto e Marsilio - vuole evitare che la vicenda lasci dei residui giudiziari, dando a tutti i cittadini la tranquillità». «Non vi è alcun dubbio da parte della Regione su quanto è accaduto nella vicenda degli Ogm: stiamo mettendo a punto – concludono gli assessori – un percorso attento alle normative, condiviso dalle aziende agricole, e utile per la Regione».