| Mais Ogm, partono i controlli Da domani le analisi a cura dell’Arpa sui raccolti transgenici di 76 aziende agricole Chiudere la fase dell'emergenza e mettere in sicurezza il raccolto transgenico. È questo lo scopo della seconda fase dell'attività di controllo dell'amministrazione regionale sul mais transgenico prodotto in Friuli Venezia Giulia, che scatterà domani. La giunta regionale, sentito anche il parere dell'assessore alla Sanità, Gianni Pecol Cominotto, ha dato il via libera all'operazione di stoccaggio dei raccolti seminati con mais geneticamente modificato, distribuito dalle multinazionali all'insaputa delle aziende agricole locali, per errore. L'Agenzia regionale per l'ambiente, in collaborazione con l'Ersa, provvederà all'analisi sui raccolti che riguardano 76 aziende della Bassa friulana, del Medio Friuli e del Pordenonese, per una superficie complessiva di 172 ettari di terreno. Il mais all'Ogm saranno trasportato negli essicatoi che l'assessorato regionale all'Agricoltura ha provveduto individuare seguendo il protocollo d'intesa che è stato siglato a Roma in agosto, assieme al Veneto, all'Emilia Romagna e alla Lombardia. I controlli dell'Arpa saranno mirati ad assicurare che il mais geneticamente modificato non entri per errore nella catena alimentare, usato come alimento per gli allevamenti animali o altro. Il prodotto stoccato sarà ceduto al miglior prezzo di mercato alle aziende sementiere, che si assumeranno anche gli oneri finanziari delle analisi, per destinare i raccolti a fini industriali (produzione di carburante ecologico) o come biomassa per gli impianti di produzione energetica. L'accordo siglato con il ministero delle Politiche agricole prevede infatti che le aziende che acquisteranno i raccolti non potranno rimetterlo sul mercato estero per altri scopi, anche se in altre nazioni l'impiego di mais transgenico viene considerato legale anche per usi alimentari. L'assessore regionale all'Agricoltura, Enzo Marsilio, deve però ancora dare una risposta alle organizzazioni ecologiste del Friuli Venezia Giulia, a partire da Legambiente, che sollecitano anche la pubblicazione dell'elenco dei campi che sono stati erroneamente seminati con il mais "elaborato". Temendo che alcuni semi possano essere andati a finire sui campi confinanti, contribuendo così alla diffusione del prodotto Ogm, gli ecologisti sollecitano controlli anche sui terreni vicini a quelli delle aziende agricole contaminate. Lorenzo Marchiori
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