| Firmato il protocollo con il ministro. Crescerà il numero dei controlli Per ora non sarà necessario adeguare la normativa italiana al limite dello 0,9% fissato dall’Ue Accordo sugli Ogm: le multinazionali riacquistano il mais di RENATO D’ARGENIO Il commissario Ue alle politiche comunitarie, l’austriaco Franz Fischler è stato eloquente: «La tolleranza zero decisa dall'Italia in materia di inquinamento delle colture di mais da organismi geneticamente modificati non è in sintonia con le posizioni della Commissione europea». Fischler ha ricordato che ogni Paese ha potuto regolare autonomamente la materia fino a quando è mancata una disciplina unica comunitaria, «ma una direttiva approvata dalla Commissione nel luglio scorso fissa la tollerabilità dell'inquinamento accidentale fino allo 0,9% della produzione». In Friuli-Venezia Giulia, per esempio, il mais transgenico scoperto in una settantina di aziende, la cui presenza è stimata nello 0,1%, e sarebbe quindi in regola con le indicazioni comunitarie. Con il decreto Amato, invece, quel mais non è ammesso per prodotti alimentari. «A questo punto continua l’assessore all’agricoltura organizzeremo un incontro con le aziende sanitarie, l’Arpa e i nostri uffici per mettere in pratica il protocolo d’intesa. Partiremo con le analisi, quindi la raccolta e lo stoccaggio separati. Per la tempistica si tratta di capire quanto tempo ci vorrà per ultimare il campionamento. Comunque sia, non credo molto tempo: la parte più difficile l’abbiamo superata oggi, con la sigla del protocollo d’intesa. Questa firma sottolinea Marsilio è un passo importante per chiudere la vicenda di quest'anno pensando fin d'ora alle iniziative da mettere in atto per il futuro, con controlli puntuali e raccolta di tutte le informazioni utili per le prossime campagne per garantire tutti sulla qualità del prodotto».
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