Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 01.08.03
Firmato il protocollo con il ministro. Crescerà il numero dei controlli
Per ora non sarà necessario adeguare la normativa italiana al limite dello 0,9% fissato dall’Ue

Accordo sugli Ogm: le multinazionali riacquistano il mais

di RENATO D’ARGENIO
UDINE. Roma approva la linea friulana della tolleranza zero agli Ogm, ma solo per la campagna 2003: dopo sei ore di trattative, ieri al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, associazioni agricole, Regioni e industrie sementiere hanno siglato il protocollo d'intesa «per superare l'emergenza ogm». «Il protocollo d’intesa prevede, tra le altre cose, maggiori controlli – spiega soddisfatto l’assessore regionale all’agricoltura Enzo Marsilio, ieri a Roma con il il direttore Luigino Maravai –. Il campionamento, per quanto concerne le foglie, è fissato in un gruppo di 3.000, prelevate da 3.000 piante per appezzamento, mentre per la granella è stato portato da 3.000 semi a 10 mila. Ma non solo: il costo di quelle analisi sarà rimborsato dalle azienda sementiere che, a loro volta, ritireranno l’intero prodotto dei campi al prezzo di mercato per smaltirlo per fini non alimentari (in carburante ecologico o come biomassa), nel rispetto della normativa nazionale, non in linea con quella comunitaria. In caso di mancato acquisto le amministrazioni pubbliche si riservano di prendere provvedimenti. Abbiamo chiesto specificatamente il rispetto del decreto Amato – aggiunge Marsilio –, proprio perchè molto più rigido di quello dell’Ue. Naturalmente, se il governo si dovesse adeguare agli indirizzi comunitari, anche le aziende potranno cambiare l’utilizzo di quei prodotti».

Il commissario Ue alle politiche comunitarie, l’austriaco Franz Fischler è stato eloquente: «La tolleranza zero decisa dall'Italia in materia di inquinamento delle colture di mais da organismi geneticamente modificati non è in sintonia con le posizioni della Commissione europea». Fischler ha ricordato che ogni Paese ha potuto regolare autonomamente la materia fino a quando è mancata una disciplina unica comunitaria, «ma una direttiva approvata dalla Commissione nel luglio scorso fissa la tollerabilità dell'inquinamento accidentale fino allo 0,9% della produzione». In Friuli-Venezia Giulia, per esempio, il mais transgenico scoperto in una settantina di aziende, la cui presenza è stimata nello 0,1%, e sarebbe quindi in regola con le indicazioni comunitarie. Con il decreto Amato, invece, quel mais non è ammesso per prodotti alimentari.

«A questo punto – continua l’assessore all’agricoltura – organizzeremo un incontro con le aziende sanitarie, l’Arpa e i nostri uffici per mettere in pratica il protocolo d’intesa. Partiremo con le analisi, quindi la raccolta e lo stoccaggio separati. Per la tempistica si tratta di capire quanto tempo ci vorrà per ultimare il campionamento. Comunque sia, non credo molto tempo: la parte più difficile l’abbiamo superata oggi, con la sigla del protocollo d’intesa. Questa firma – sottolinea Marsilio – è un passo importante per chiudere la vicenda di quest'anno pensando fin d'ora alle iniziative da mettere in atto per il futuro, con controlli puntuali e raccolta di tutte le informazioni utili per le prossime campagne per garantire tutti sulla qualità del prodotto».