MORTO UN VIRUS, SE NE FA UN'ALTRO...

è il caso del virus della poliomielite, malattia ormai quasi eradicata, ma che scienziati zuzzerelloni si sono divertiti ($) a ricreare..."funziona benissimo... ed è stato molto facile".
Ma sarebbe bene che non si sapesse troppo, che poi l'allarmismo ci porta eccessivi controlli, dice il solito Venter. E poi, non è che si è creato vita dal nulla; i virus, (che pure hanno lasciato il segno nella storia dell'umanità ), sono mica poi tanto viventi!!... La realizzazione, in fin dei conti è secondaria. Unico rimpianto: eradicazione del poliovirus: dut lavôr di bant! .
Articolo da "Il Mattino-online" del 13 luglio 2002

La sequenza molecolare era sul web

LORENZO MONACO
Il mondo scientifico mondiale è stato messo in allarme da una notizia comparsa ieri sulle prime pagine dei giornali americani: un gruppo di ricercatori ha annunciato di aver assemblato in modo artificiale e senza utilizzare cellule, il virus della polio. Il tutto usando le sequenze geniche di un banca dati accessibile a chiunque attraverso Internet. Ai ricercatori è bastata una telefonata per procurarsi gli ingredienti: un azienda chimica dello Iowa li ha subito inviati per posta. Il virus funziona benissimo: ha ucciso i topi nei quali era stato inoculato.

L’esperimento è stato finanziato per 300 mila dollari dal Pentagono all’interno di un programma sulle contromisure per una guerra biologica. «Rifare il virus della poliomelite è stato molto facile - ha spiegato Jeronimo Cello, uno degli autori della ricerca avvenuta alla State University di New York a Stony Brook - Probabilmente tra poco tempo sarà possibile anche assemblare virus più complessi, come ad esempio il vaiolo». Facile ed economico, dunque, costruirsi il proprio virus letale.

«È giunta l’era delle bioarmi sintetiche», ha commentato Edward Hammond, del Sunshine Project, organizzazione non-profit statunitense che controlla l’attuazione della Convenzione internazionale sulle armi tossiche e biologiche.

Per il direttore scientifico dello Spallanzani (e coordinatore della task force sul bioterrorismo) Giuseppe Ippolito, «i risultati di questo studio - se confermati - mettono a dura prova tutti i concetti di eradicazione delle malattie infettive. E questo a meno di un mese dalla dichiarazione dell’Europa come zona libera dalla poliomielite».

«Non mi sembra però - continua Ippolito - che questi risultati siano direttamente trasferibili a malattie come il vaiolo, per le quali esisterebbe effettivamente un rischio di utilizzo a fini terroristici. Ma è vero che un lavoro come questo crea una ulteriore possibilità per la messa a punto di virus potenzialmente letali anche in grandi quantità».

Ma era giusto pubblicare queste informazioni? «È stata un operazione irresponsabile - tuona il manager delle genetica Craig Venter - così si provoca allarmismo nell’opinione pubblica e i legislatori si convincono ad aumentare i controlli sulla prima ricerca di base».

Anche Ippolito non se la sente di appoggiare l’amplificazione mediatica di quello che a molti esperti del settore appare una scoperta scientifica minore: «Io credo che prima della pubblicazione, questi studi dovrebbero essere valutati dai comitati etici indipendenti per il loro impatto potenziale su un utilizzo a fini terroristici». L’esperimento americano ha raggiunto comunque un suo record. La costruzione di un agente virale è stato infatti l’operazione più vicina alla creazione della vita mai eseguito in laboratorio, anche se molti scienziati storcono il naso davanti al un concetto di «vita» applicato ad un semplice virus.