Articolo da "Il Messaggero" del 15 maggio 2004

La commissione europea abolisce la moratoria in vigore dal 1998. In attesa di entrare in commercio altri 32 alimenti biotecnologici
Battaglia sugli Ogm. La Ue: sì al mais transgenico
I Verdi si riuniranno a Bruxelles. Il ministro Sirchia: l’Italia incapace di guardare al futuro

di LUIGI PASQUINELLI
ROMA L’Europa, dopo sei anni, apre una porta che consentirà l’ingresso di organismi geneticamente modificati (ogm) e le immancabili polemiche diventano roventi. La commissione preposta a tutelare i consumatori del vecchio continente si riunirà mercoledì prossimo e, all’ordine del giorno, ha inserito il via libera alle importazioni di mais dolce Bt11 (peraltro già presente in alcune sue forme sui mercati) prodotto dalla svizzera Syngenta. L’approvazione del mais transgenico, che riguarderà solo importazione, trasformazione e commercializzazione del prodotto cotto e inscatolato (rimarrà vietata la sua coltivazione) è data per scontata. I semi di questo tipo di grano sono stati modificati per renderli più resistenti agli attacchi della piralide, un coleottero infestante. Le organizzazioni ambientaliste contestano la validità scientifica dell’ogm in questione e alcuni eurodeputati Verdi si danno appuntamento tra quattro giorni fuori della commissione Ue. «Ricorderemo al presidente Prodi dicono che la decisione viola i principi democratici» e citano le statistiche: oltre il 94 per cento degli europei rivendica il proprio diritto di scelta mentre quasi il 71 per cento non vuole prodotti di laboratorio a tavola.

E’ possibile che la decisione di Bruxelles risenta di pressioni intercontinentali. Il 2 e 3 giugno, infatti, un organismo del Wto (World Trade Organization), che sovrintende al commercio mondiale, deciderà in merito al ricorso presentato da Stati Uniti, Canada e Argentina contro la moratoria, in vigore dal 1998, che impedisce l’ingresso in Europa di nuovi ogm. La scadenza ha forse forzato la mano di gran parte dei commissari. Solo quattro su trenta hanno infatti sollevato obiezioni anche se di natura prettamente politica: per l’esigua minoranza la vigilia delle elezioni sarebbe il momento sbagliato per prendere decisioni impopolari.

In Europa circolano 34 prodotti transgenici, derivati soprattutto da mais, soia e olio di colza e destinati, all’80 per cento, all’alimentazione degli animali. Altri 32 candidati alla libera diffusione nei negozi sono in lista d’attesa. Lo scorso 18 aprile l’Unione ha imposto una maggiore trasparenza, attraverso un’etichettatura più efficace, a tutti i prodotti biotecnologici. «Grazie a questi provvedimenti la Ue ha sosteuto ieri la Coldiretti riferendosi all’iniziativa di Greenpeace nello stabilimento Cereol di Ancona si è impegnata a svolgere un ruolo di leadership a livello mondiale per garantire la sicurezza alimentare e ambientale dei cittadini».

Mentre l’associazione ”Verdi, Ambiente e Società” manifestava la sua preoccupazione per l’inquinamento da soia transgenica della filiera del Parmigiano Reggiano, confermato dal Consorzio di Tutela, il ministro della Salute Sirchia denunciava la presenza, nel nostro Paese di gruppi antiscientifici che frenano la ricerca. «Qualsiasi cosa che guarda al futuro, in Italia ha detto trova oppositori: basta guardare alle cellule staminali, al nucleare, che è stato una sventura abbandonare, e ora agli ogm».