| Il 55,7% per cento ha votato per una moratoria di 5 anni e la federazione diventa in materia uno dei paesi più severi d´Europa La Svizzera dice no agli Ogm Al referendum vittoria degli ecologisti. Alemanno: un segnale per l´Italia "scelta importante" Soddisfazione degli esperti di agricoltura biodinamica Ma il premio Nobel Arber ora teme una fuga di cervelli DAL NOSTRO INVIATO È un risultato, per il ministro italiano delle politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, che «deve far attentamente riflettere», perché «è una voce profonda che viene dal cuore dell´Europa». Soprattutto la Ue deve riflettere, sostiene, «rispetto all´eccessiva disinvoltura con cui accetta varietà Ogm nel proprio territorio e al modo sbrigativo con cui ha condannato le regioni Ogm-free». Non si può infatti pensare che gli svizzeri siano «culturalmente arretrati», dice Alemanno. È´ chiaro invece che «la maggioranza non vuole alcuna forma di coltivazione o di importazione di Ogm sul proprio territorio. E questo dimostra che la strada su cui abbiamo attestato l´Italia è una scelta responsabile, attenta alle richieste dei consumatori». Soddisfazione è stata espressa anche da Coldiretti. Il testo approvato in Svizzera prevede che per cinque anni siano vietate importazione e messa in circolazione di piante, parti di piante e sementi geneticamente modificate in grado di riprodursi, e che siano destinate a essere usate nell´ambiente a fini agricoli o forestali. La moratoria riguarda anche tutti gli animali transgenici destinati alla produzione di alimenti o di altri prodotti agricoli. Non sono invece colpite dal divieto le ricerche scientifiche e le importazioni di alimenti contenenti Ogm. «È un trionfo» esultano i presidenti dei socialisti Hans Jurg Fehr, e dei Verdi Ruth Genner. Reazioni positive anche da parte della Federazione elvetica dei consumatori, di Greenpeace e dell´Unione svizzera dei contadini: «Saremo il primo paese a mettere il marchio senza Ogm ai nostri prodotti». Pareri positivi anche dall´Italia, dove ieri si è concluso un convegno internazionale sull´agricoltura biodinamica organizzato a Varese dall´associazione omonima. «Una scelta importante e consapevole da parte di una popolazione sempre più attenta ai problemi dell´agricoltura e dell´ambiente» dice Kitti Bolognesi, consigliere dell´associazione che ha affrontato l´argomento attraverso una ricerca del Fibl, uno dei più importanti istituti di ricerca sulle colture biologiche. Delusi, invece, l´Unione di centro («La moratoria non avrà alcuna utilità, sarà il mercato a decidere» ha detto il presidente Ueli Maurer), e i liberali-radicali secondo i quali «la ricerca in Svizzera subirà un grave smacco» tale da mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. La società svizzera delle industrie chimiche teme una «fuga di cervelli». Lo sostiene anche il premio Nobel Werner Arber, del comitato anti-referendum: «È un autogol, i ricercatori saranno costretti ad emigrare e la Svizzera rimarrà ancora più isolata dall´Europa». |
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