Articolo da "Il Corriere della Sera" del 2004

Unico voto contrario quello del ministro Castelli
Ogm, il governo vara il decreto della discordia
Le Regioni devono varare piani di coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche entro dicembre 2005

ROMA - «Ce l’abbiamo fatta. Finalmente dopo un lungo dibattito oggi il decreto sugli Ogm è stato approvato dal Consiglio dei ministri». Il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, commenta soddisfatto l’obiettivo per il quale si è impegnato da mesi ingaggiando una lunga trattativa con gli alleati, con gli enti locali e con le istituzioni europee per definire una normativa sulla coltivazione di organismi geneticamente modificati.

CONTRARIO CASTELLI - Il decreto legge, che detta disposizioni urgenti per la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche, ha ottenuto un solo voto contrario: quello del ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, per il quale gli ogm dovrebbero essere vietati in tutta Italia.

NOVITA' - «Il decreto - ha spiegato il ministro - è rimasto immutato. L’unico elemento di novità riaguarda l’impegno per le Regioni di presentare entro il 31 dicembre dell’anno prossimo i piani di coesistenza "tra le diverse colture"». Sono 12 le Regioni italiane che si sono dichiarate «Ogm free», ovvero che non accetteranno culture geneticamente modificate. Rimangono invece «invariate le sanzioni e le responsabilità» di chi contamina, con la differenza che «ci si aggancia a una norma già prevista», per quello che riguarda il penale. Ulteriore aggiunta: «L'articolo tre del decreto fa riferimento alla coerenza con le raccomandazioni dell'Unione europea». Alemanno nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi ha ringraziato anche il presidente della Repubblica che dopo la richiesta pervenuta dal Quirinale di un rinvio tecnico di una settimana ha fatto in modo «con la sua disponibilità» che il decreto venisse approvato oggi.

SIT-IN CON POLENTA - Per convincere i partecipanti del Consiglio dei ministri a sposare la causa degli alimenti Ogm-free, una rappresentanza della Coldiretti ha organizzato un presidio davanti a Palazzo Chigi che, dalla mattinata, ha distribuito polenta gratis a turisti increduli e passanti.

«TROPPO PERMISSIVO» - Per i Verdi il decreto varato dal governo «risente purtroppo delle forti pressioni di interessi pro-ogm esercitate in questi ultimi giorni». Ne è convinta Loredana De Petris, senatrice del Sole che ride e capogruppo in commissione agricoltura: «Ora sono necessarie modifiche migliorative da apportare in Parlamento, in particolare sul tema della responsabilità civile e penale, della copertura assicurativa e della facoltà di libera scelta delle regioni che hanno già dichiarato il loro territorio ogm-free».

«TROPPO PRUDENTE» - Di segno opposto il commento del mondo della ricerca. Oggi è «una giornata grigia per chi fa ricerca e innovazione in Italia», ha detto Roberto Gradnik, presidente di Assobiotec, l'associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie. «Il provvedimento adottato oggi- spiega Gradnik- contrasta con la promozione dell'innovazione e della competitività, di cui il Paese ha più che mai bisogno, e soprattutto con la libertà di fare impresa, uno dei principi fondamentali delle moderne democrazie liberali». Per il presidente di Assobiotec, «nonostante alcune modifiche apportate al testo originale, infatti, nel complesso questo decreto fa fare al nostro Paese un passo indietro, penalizzando concretamente la nostra agricoltura, che viene privata della possibilità di impiegare prodotti innovativi, frutto della ricerca più avanzata».

AGRICOLTORI SODDISFATTI - «Finalmente è stata messa la parola fine alla telenovela del decreto sulla coesistenza tra colture tradizionali e Ogm - dice il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi - . Esprimiamo quindi soddisfazione per un provvedimento che da tempo avevamo sollecitato per dare certezze sia ai produttori che ai consumatori».