| Numerose le reazioni al documento presentato da Veronesi. Paure ed entusiasmi. E martedì prossimo c´è il Tavolo agroalimentare Sì ai cibi ogm, scontro dopo l´appello Scienzati divisi. Realacci: ok a un istituto per la ricerca genetica CARLO BRAMBILLA Se Silvio Garattini, direttore dell´Istituto Mario Negri di Milano, decide di scendere subito in campo a fianco di Veronesi («il timore degli alimenti ogm mi ricorda il terrore da Medioevo con cui venivano guardati, all´inizio, pomodori e patate in arrivo dall´America»), le associazioni dei consumatori, Coldiretti e Confederazione italiana agricoltori, guardano con aperta ostilità al transgenico. Mentre scienziati e ricercatori italiani si dividono. Senza volere, in maggioranza, né demonizzare né accogliere acriticamente i prodotti ogm. Il biologo Giovanni Monastra, direttore scientifico dell´Inran, l´Istituto nazionale di ricerca sull´alimentazione e la nutrizione, sottolinea quanti scienziati italiani abbiano nei confronti degli ogm posizioni molto lontane da quelle di Veronesi: «Basta leggere gli appelli alla prudenza sottoscritti da decine di ricercatori, scienziati e docenti universitari di facoltà scientifiche. Appelli in cui si esprime estrema preoccupazione per il crescente impiego di organismi transgenici in agricoltura. Numerosi lavori scientifici qualificati dimostrano, del resto, come gli organismi ingegnerizzati siano spesso instabili e prodotti con tecniche ancora poco precise. Con conseguenze negative sui prodotti di qualità dell´agroalimentare italiano. Mentre i test di allergenicità sono del tutto insufficienti a garantire la sicurezza dei consumatori». «Gli scienziati sono spaccati in maniera molto forte sugli ogm - conferma il ministro dell´Ambiente Altero Matteoli - Non c´è unanimità tra loro sulla pericolosità o meno dei cibi transgenici. Segno che la materia è ben lontana dall´essere definita in maniera netta». Tenta una mediazione tra le diverse posizioni Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente: «Sono profondamente d´accordo, al di là dei dettagli, sulla proposta di Veronesi di creare un istituto nazionale per la ricerca genetica, la cui autonomia venga garantita dal più ampio coinvolgimento dei soggetti, dallo Stato, dalle Regioni, dalle associazioni e che coinvolga in qualche modo i privati. La frontiera della ricerca genetica è cruciale per il nostro futuro. Le grandi questioni dell´umanità e del nostro futuro non si risolveranno con meno ricerca, ma con più ricerca, più conoscenza e cultura». |
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