Articolo da "Il Mattino" del 13 luglio 2004

Farmaci anti-diabete da piante ogm

Roma. Piante geneticamente modificate per la produzione di vaccini e farmaci contro alcune delle più gravi patologie dei nostri tempi, dall'Aids al diabete e la tubercolosi. È questo l'obiettivo di Pharma-Planta, il nuovo consorzio di ricerca europeo per il quale l'Ue ha stanziato 12 milioni di euro e che vede tra i partner italiani il Cnr, l'Enea e l'Università di Verona. L'intento, sottolinea il Cnr, è produrre vaccini e farmaci a basso costo, così da renderli disponibili anche ai Paesi in via di sviluppo.

Il consorzio riunisce oltre 30 gruppi di ricerca appartenenti a 11 nazioni europee e al Sudafrica. Al progetto partecipano tre gruppi di ricerca italiani, diretti da Mario Pezzotti dell'Università di Verona, Eugenio Benvenuto del Centro ricerche Casaccia dell'Enea e Alessandro Vitale dell'Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Cnr di Milano (Ibba).

«Entro i prossimi cinque anni - ha spiegato Vitale - Pharma-Planta prevede di produrre, in piante ogm, molecole di interesse farmacologico e di iniziare la sperimentazione clinica sull'uomo». I due obiettivi principali sono, infatti, la produzione di farmaci finora non ottenibili con i sistemi tradizionali di sintesi e l'abbattimento dei costi di produzione. «Il gruppo di Verona e il nostro - ha spiegato l'esperto - coordinano infatti, rispettivamente, le ricerche sulla proteina umana per la prevenzione del diabete mellito autoimmune e una delle molecole per la produzione di un vaccino contro l'Aids». Il Cnr è invece responsabile delle ricerche per aumentare e rendere ottimale la produzione dei diversi vaccini nelle piante modificate, attraverso nuove tecniche di biologia cellulare e molecolare.

Una grande sfida, insomma, anche tecnologica, che implica un notevole impegno. Infatti, mentre la produzione di molecole farmacologiche in altri sistemi biologici geneticamente modificati è ben consolidata e documentata, non ci sono dati sullo stesso tipo di processo produttivo nelle piante. Eppure, le potenzialità di questo approccio sono enormi. La ragione? I metodi finora utilizzati per la produzione di questi farmaci, hanno spiegato gli esperti, richiedono la modificazione genetica di cellule umane o di microrganismi come i batteri; Tutte tecniche laboriose e costose e che, spesso, producono in quantità limitate le molecole di interesse. Le piante, al contrario, «hanno il vantaggio di poter essere coltivate con facilità e a costi accessibili».