| Un esperimento della compagnia danese Biodetection: se funziona, aprirà la strada a un sistema di sminamento meno pericoloso degli altri Arriva il fiore trova-mine se c´è pericolo diventa rosso È l´arabidopsis geneticamente modificato Le radici reagiscono alla presenza di una sostanza contenuta negli esplosivi ROMA - L´arabidopsis thaliana è una piccola pianta alta una trentina di centimetri, prolifica e del tutto anonima. Ma nella versione corretta, con un patrimonio genetico modificato, diventa unica: può servire a rintracciare le mine anti uomo. È l´annuncio fatto dalla società proprietaria del brevetto, la danese Aresa Biodetection. La variante transgenica dell´arabidopsis (che appartiene alla famiglia della mostarda) è stata studiata in modo da diventare una cartina di tornasole dei campi minati che producono ogni anno migliaia di vittime. In pratica la piantina dovrebbe essere seminata nelle aree sospette e dopo un intervallo di circa 3-5 settimane segnalerebbe la presenza delle mine cambiando colore, perdendo il verde per acquisire un rosso vistoso. Il processo è determinato dal contatto tra le radici della pianta e il biossido di azoto che viene sprigionato dall´esplosivo sepolto sotto la terra. La scoperta, basata sulle ricerche dell´Istituto di biologia molecolare dell´università di Copenaghen, è avvenuta dopo tre anni di studi. L´analisi ha preso le mosse dalla normale reazione della pianta che tende a diventare rossa o marrone quando è sottoposta a condizioni di stress, come ad esempio la siccità. Il tipo di reazione è stato poi modificato geneticamente in modo da evidenziare l´effetto della presenza delle sostanze contenute nelle mine. I test iniziali, che dovrebbero avvenire nel giro di un paio di anni, avranno luogo in Bosnia, in Sri Lanka e in alcuni paesi africani. Solo a quel punto si potrà misurare la reale efficienza del nuovo metodo basato sull´ingegneria genetica. Si tratterà insomma di misurare sul terreno la possibilità che in futuro accanto ai cani e agli strumenti meccanici siano le piante a individuare una parte degli oltre cento milioni di mine disseminate in 45 paesi. «Noi non crediamo che la nostra invenzione possa rimpiazzare completamente gli altri sistemi anti mine», ha affermato Simon Ooestergaard, il responsabile dello sviluppo della Aresa Biodetection. «Il nostro obiettivo principale è intervenire sui terreni agricoli. Mi auguro che questo sistema possa essere applicato anche per ripulire i campi dalla contaminazione prodotta da metalli pesanti, come il piombo, il rame, lo zinco, il cromo: un fenomeno che rappresenta uno dei maggiori problemi di inquinamento nei paesi industrializzati». Secondo Ooestergaard, l´arabidopsis thaliana modificata è "non fertile" e dunque non esiste il rischio di una proliferazione incontrollata che possa modificare gli equilibri degli ecosistemi interessati. |
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