Verona
Saranno forse gli italiani i primi a sviluppare una varietà di melanzana geneticamente modificata che sia priva di semi, più produttiva, in grado di essere coltivata anche in condizioni climatiche rigide e con costi di produzione più contenuti. Lo rivela Biotech.com, agenzia di Assobiotec Federchimica, che riporta quanto riferito dalla rivista scientifica on line BMC Biotechnology a proposito dello studio condotto da ricercatori italiani dell'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura e dell'Università di Verona.
Nella melanzana tradizionale i semi sono spesso duri, di gusto sgradevole e devono perciò essere scartati. Avere quindi un prodotto che non presenti questi semi significa raccogliere un desiderio dei consumatori.Un risultato simile lo si raggiunge applicando alla melanzana un ormone, denominato IAA, ma si tratta di una tecnica molto impegnatica e dal prezzo elevato.Di qui l'idea di ricorrere alle biotecnologie per indurre l'ortaggio a sviluppare da sè l'ormone. I ricercatori italiani hanno quindi introdotto nella pianta un gene responsabile nella produzione dell'ormone, rendendolo attivo solo nei germogli.Gli ortaggi così ricavati sono risultati quindi privi di semi, ed anche più produttivi del 30\% rispetto alle colture tradizionali, con costi di produzione più contenuti e con possibilità di coltivazione anche in condizioni di clima freddo.
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