Articolo da "Il Manifesto" del 27 settembre 2003
Anche Lula ora è un ogm

Ha imposto la firma di un decreto provvisorio che libera le sementi geneticamente modificate della soia nello stato del Rio Grande do sul cedendo alle pressioni dei produttori agricoli (con dietro la Monsanto): è caduto un altro tabù del Pt. Che pubblicamente era per «la moratoria». Marina Silva, ministro dell'ambiente e grande sconfitta, non si dimette

NEWTON CARLOS
RIO DE JANEIRO
Écaduto un altro dei tabù del Pt, il Partido dos trabalhadores del presidente Lula: il rifiuto degli organismi geneticamente modificati. E in modo umiliante per il ministro dell'Ambiente, Marina Silva, la compagna di Chico Mendes nelle lotte in difesa dell'Amazzonia. Dal momento che Lula si trova in viaggio all'estero, è toccato al vicepresidente José de Alencar firmare il decreto provvisorio che libera la semina della soia geneticamente modificata. Alencar, che non è del Pt e appartiene a un partito liberale a forte presenza evangelica, ha resistito fino all'ultimo, allegando perfino impedimenti legali pur di non firmare. Ma è stato messo sotto pressione da Lula in persona per telefono, che aveva già promesso l'autorizzazione al governatore del Rio Grande do sul, Germano Rigotto, e ai produttori agricoli di quello stato dove, per quanto contro la legge, gli ogm sono già presenti. E quindi ha finito per firmare. Lo stesso procuratore generale della repubblica ha ammonito che la legalità del decreto potrà essere messa in discussione. L'Associazione dei giudici federeali del Brasile ha già annunciato che presenterà un ricorso immediato di incostituzionalità davanti al Supremo tribunale federale, sulla base dell'argomentazione che in questo modo il governo «incoraggia il disattendimento della sentenza giudiziaria che esige studi previi sull'impatto ambeintale» degli ogm. Solo successivamente a questi studi sulla base dei loro risultati, la semina potrebbe essere liberata o meno.

Un giudice di Brasilia è arrivato a dire che una simile decisione per mezzo di un decreto provvisorio trsforma di fatto il sistema politico in «una dittatura dell'esecutivo». E' lo stesso giudice che ha emesso due sentenze che proibiscono la semina di transgenici in Brasile. Questa decisione è «un affronto alla giustizia», secondo la procura della repubblica. Ricordando che in campagna elettorale il Pt difese la tesi di una moratoria nella commercializzazione degli ogm, il presidente del partito, l'ex guerrigliero José Genoino, ha riconosciuto che si tratta di «una questione delicata», dal momento che il Pt ha assunto «una posizione pubblica» al proposito. Quindi, ha aggiunto Genoino, in questo caso il partito «manterrà una relativa autonomia dal governo».

Contro l'opinione degli ambientalisti, il ministro Marina Silva, per quanto sconfitta senza se e senza ma all'interno del governo, ha deciso di non dimettersi. Un solo ministro, quello per lo Sviluppo agricolo Miguel Rossetto, si è fatto sentire in sua difesa. «Non possiamo subordinare gli interessi della nostra produzione agricola agli interessi di questa o quella impresa. Questo è un punto ad altissimo rischio strategico», ha detto. La stoccata aveva un destinatario evidente: la Monsanto, gigante nordamericano dell'agro-business, che fatturerà più o meno 100 milioni di dollari con la vendita deglle sementi geneticamente modificate. Anche la Cut ha preso posizione affermando che la liberalizzazione «è una grave minaccia per la biodiversità».

Il decreto del governo è destinato ad approfondire i dissensi dentro il Pt. Anche se gli ambientalisti del partito, al contrario dei petisti che si sono opposti alle riforme previdenziale e tributaria, non vogliono entrare in urto frontale con il governo. Si preparano invece per condurre la lotta all'interno del Congresso quando il decreto provvisorio sarà presentata per la conversione in legge. «Spero che si tratti solo di una situazione di emergenza legata ai produttori agricoli del sud», ha reagito il deputato Fernando Gabeira, ex guerrigliero e ambientalista della prima ora.

Greenpeace ha manifestato la propria solidarietà al ministro Marina Silva, la grande sconfitta.