| Gli ogm non passano i test Il Guardian anticipa i risultati della più grande sperimentazione scientifica mai realizzata Olio di colza e barbietole transgenici sono dannosi per l'ambiente e la salute. Lo dicono tre anni di esperimenti condotti in Inghilterra su centinaia di campi agricoli. La Royal Society smentisce lo scoop MATTEO BARTOCCI Secondo il Guardian, questi risultati imporranno al governo laburista di vietare la commercializzazione di ogm agricoli nel Regno Unito. Una posizione che potrebbe riverberarsi a cascata su tutti i paesi del nord Europa e nel resto dell'Unione Europea. D'altra parte la Gran Bretagna è all'avanguardia nel dibattito biotech in molti campi: dalla distanza di sicurezza tra campi ogm e non all'istituzione di fondi obbligatori, pubblici e privati, che compensino gli agricoltori convenzionali in caso di contaminazione dei loro prodotti. I risultati scientifici anticipati dal Guardian, se confermati, potrebbero avere un effetto esplosivo sull'opinione pubblica britannica, stante ai risultati del rapporto «Gm Nation?» resi noti la settimana scorsa dal governo. «Gm Nation?», anche se tra difficoltà di budget e di concezione, è stato il primo esempio di dibattito pubblico, ampio e dal basso, su un argomento così complesso come il cibo transgenico e ha coinvolto migliaia di cittadini in otto città del Regno Unito. Le conclusioni del rapporto affermano la contrarietà della cittadinanza verso i cibi biotech, la sfiducia verso il governo e le multinazionali e l'esigenza di un'informazione indipendente sulla questione. La Royal Society ha duramente protestato in serata con il Guardian e lo ha accusato di andare contro il bisogno di chiarezza manifestato dai cittadini, proponendo una versione «parziale», «inaccurata» e «fuorviante» dei risultati scientifici dei suoi articoli, invitando tutti i mezzi di informazione a valutarli nella loro interezza una volta che saranno resi pubblici. La Gran Bretagna, anche se con un governo esplicitamente pro-biotech, osserva una politica aperta e scientificamente accurata. Non così l'Unione Europea, dove è diffusa da tempo l'intenzione di revocare l'embargo sugli ogm in vigore informalmente da cinque anni e in questi mesi a rischio di battaglia commerciale con Stati Uniti, Argentina e Canada di fronte al Wto a causa della politica di «precauzione» adottata dall'Europa. Proprio ieri David Byrne, commissario europeo per la salute, ha annunciato che gli stati membri potrebbero presto votare, in una riunione rigorosamente a porte chiuse, l'introduzione di due nuove varietà di mais transgenico (il BT11 della Syngenta e il Ga21 della Monsanto). In caso di via libera, queste due specie ogm sarebbero le prime nuove varietà ad entrare in Europa dal 1998. |
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