Articolo da "Il Mattino" del 30 gennaio 2004
CON AGGIUNTA DI MAIS BIOTECH

Nasce in Svezia
la prima birra ogm
In Italia è proibita

La tradizione birraia svedese cede il passo alle biotecnologie. È in arrivo nel paese scandinavo la la birra Kenth, il primo prodotto ad avere un'etichetta che dichiara la presenza di ingredienti geneticamente modificati.

La Kenth è una birra light chiara ottenuta attraverso l'utilizzo di ingredienti tradizionali, quali malto d'orzo, luppolo e lievito, corretti da un elemento aggiuntivo, il mais Bt, un mais geneticamente modificato. Il mais Bt utilizzato nella produzione Kenth è regolarmente approvato dall'Unione europea sia per la coltivazione che per il consumo umano e proviene dalla regione dell'Oderbruch in Germania, vicino al fiume Oder.

«L'obiettivo principale del mastro birraio - commenta il Centro di documentazione sulle Agrobiotecnologie Cedab - era di produrre un'ottima birra, ma nello stesso tempo, anche una birra che diventasse il simbolo di una nuova tecnologia e di un nuovo modo di pensare. Il mais Bt non si differenzia dal mais tradizionale per aspetto e gusto ma per la proprietà di auto-proteggere la pianta dalle aggressioni della piralide, un parassita in grado di causare una riduzione dei raccolti di oltre il 20% e responsabile dell'insorgenza sul mais di micotossine cancerogene per l'uomo e gli animali». Attualmente la birra Kenth non può essere commercializzata in Italia poichè il mais Bt risulta vietato.

Nel nostro Paese tra l’altro è in aumento il consumo della birra soprattutto fra le donne italiane, anche perchè la bevanda contiene poche calorie ed è considerata compatibile con il concetto di alimentazione sana: lo dicono gli ultimi dati Istat, forniti da Assobirra. La birra, secondo gli esperti, può essere introdotta in tutte le diete in virtù del suo ridotto contenuto di sodio, colesterolo e grassi. Un consumo moderato della bevanda ha benefici effetti sulla digestione e un'azione antiossidante, grazie ai polifenoli che agiscono contro i radicali liberi.

Oggi per rendere la birra più appetibile alle donne è in corso un programma all'Università di Perugia che ha lo scopo di ingentilirla, diminuendo la quota di luppolo (che ha un forte gusto amarognolo) e la presenza di anidride carbonica.