Articolo da "La Repubblica" del 3 ottobre 2002

Scoperti tutti i segreti della malaria

LONDRA – Dopo un secolo di tentativi falliti, ora diventa concreta la speranza di fermare la malaria. Un team di 160 ricercatori ha messo a punto la mappatura genetica del parassita e della zanzara che lo "trasmette". E il vaccino adesso è più vicino.
Lo studio di 160 ricercatori in 10 paesi. Decodificato anche il genoma della zanzara che la trasmette

La malaria non ha più segreti

Scoperta la mappa genetica del parassita killer
Uno dei ricercatori: "Per la prima volta siamo in grado di trovare una breccia nell´armatura che protegge il parassita"
L´annuncio di "Nature" e "Science" in contemporanea a Londra e Washington "Per la scienza una tappa straordinaria"

RICCARDO ORIZIO
LONDRA - E´ il più grande killer in circolazione nel mondo e finora nessuno è riuscito ad arrestarlo. Colpisce almeno 500 milioni di persone all´anno, di cui 300 milioni in modo grave. Le sue vittime sono almeno un milione all´anno (ma qualcuno sostiene 2,7 milioni). In Africa uccide un bambino ogni trenta secondi e fa perdere all´economia del continente 12 miliardi di dollari all´anno. Da poco è tornato anche negli Stati Uniti.

Il killer si chiama Plasmodium falciparum ed è il parassita che viene iniettato nel sangue degli esseri umani quando vengono punti da una zanzara di tendenza vampiresche che si chiama Plasmodium falciparum. Grazie allo sforzo parallelo di 160 ricercatori in dieci diversi Paesi, per la prima volta dopo un secoli di tentativi falliti di arginare la malaria ora l´umanità possiede la mappatura genetica del parassita e anche della zanzara che lo trasmette. La comunità scientifica, cioè, è in grado, cioè, di studiare le debolezze genetiche dell´organismo per accelerare lo studio di un vaccino contro la malaria o per l´eliminazione delle zanzare da intere zone dell´Africa o dell´Asia.

La scoperta è stata annunciata ieri contemporaneamente a Londra e a Washington da due autorevoli pubblicazioni scientifiche - la britannica "Nature" e l´americana "Science" - che hanno concordato di rendere pubblici nello stesso momenti i risultati di quella che molti hanno definito «una straordinaria tappa della scienza». «Ora speriamo che questa scoperta apra la porta a nuovi vaccini, a nuove medicine, a nuovi insetticidi e che quindi possa migliorare la vita di milioni e milioni di esseri umani», dice Michael Gottlieb, esperto di parassiti. «Questo è un momento straordinario», giubila Carlos Morel, capo del team della Organizzazione mondiale per la sanità che ha aiutato e coordinato il lavoro di mappatura della sequenza genetica.

Il problema della malaria, infatti, è che con il trascorrere dei decenni la zanzara è diventata resistente alla clorochina, che era il tradizionale rimedio usato in molte vecchie medicine. Neil Hall, il responsabile del laboratorio inglese dove buona parte della mappatura del parassita è avvenuta (il Wellcome Trust Sanger Institute), sostiene che «per la prima volta siamo in grado di capire il funzionamento del parassita e quindi di trovare una breccia nell´armatura che lo protegge». Il plasmodium falciparum non è l´unico organismo che causa la malaria (ce ne sono altri tre), ma è considerato il più pericoloso.

L´obiettivo dell´Organizzazione mondiale della sanità è di arrivare all´eliminazione della malaria entro il 2010. Resta un obiettivo ottimista, anche alle luce degli annunci di ieri. La rivista "Nature" non nasconde che un conto è trovare la strada che porta a un vaccino promettente, un altro è convincere le industrie farmaceutiche a sviluppare nuove medicine.

Attualmente le organizzazioni internazionali spendono 200 milioni di dollari all´anno nello studio della malaria, ai quali il G8 ha aggiunto altri 200 milioni. Ma sono cifre ancora insufficienti. Qualcuno, specialmente nel mondo delle Ong che operano in Africa, sostiene che queste modeste risorse andrebbero investite nel miglioramento dei rimedi esistenti (per esempio le zanzariere impregnate di insetticida per le comunità rurali) invece che nell´inseguimento del sogno lontano, il vaccino.

Le notizie di ieri sono, comunque, buone perché sono la prima vera svolta.

Qualcuno prevede che in assenza di nuove scoperte il numero di vittime potrà raddoppiare nei prossimi 20 anni. Recentemente negli Usa è stato trovato un bacino di parassita, il primo al di fuori delle zone tradizionali dell´Africa o dell´Asia. La vecchia malaria, ora, fa paura anche al mondo ricco.