Immagine: Andy White
Articolo da "Il Gazzettino" del 29 agosto 2003
SCOPERTE

Gli atleti vincenti hanno un gene che li aiuta

Roma

Trovato il gene dei campioni dello sport. Chi lo possiede ha davvero una marcia in più e può usarla per correre veloce nelle competizioni. Lo rivela uno studio di scienziati australiani pubblicato sulla rivista American Journal of Human Genetics.

Il gene, alfa-actinina-3, serve a produrre una proteina muscolare, uno dei principali motori per la contrazione delle fibre. Con la sua scoperta, anticipa il capo della ricerca Kathryn North dell'Istituto di Ricerca Neuromuscolare presso il Children's Hospital di Westmead, Sydney, riemerge la dibattuta questione della possibilità di scovare con screening genetici potenziali atleti sul nascere.

Il gene alfa-actinina-3 può presentarsi nel Dna umano in due forme, distinte con le lettere R ed X. La presenza dell'una o dell'altra forma è sostanziale, decide addirittura che tipo di sport si addice di più ad una persona. Infatti la forma R del gene produce la proteina actinina delle fibre muscolari a contrazione rapida, capaci di sforzi intensi ma di breve durata.

Coloro che hanno la fortuna di avere una o due copie di R nel proprio Dna potrebbero in potenza divenire dei velocisti o comunque eccellere in quegli sport che richiedono sforzi intensi in poco tempo. La forma X invece può essere considerata non funzionale, nel senso che non produce la proteina muscolare. La presenza di una o due copie di X determina una predisposizione alla resistenza. I muscoli resistono cioè per lungo tempo ad uno sforzo di intensità non eccessiva, cioè sono buoni per fare della persona che li possiede un maratoneta.

Per trovare il gene gli scienziati hanno esaminato il Dna di 300 atleti, 50 dei quali hanno rappresentato l'Australia alle Olimpiadi o in altre competizioni di livello internazionale.

Hanno visto che il 95\% dei velocisti, o sprinter, possiedono una copia di R ed il 50\% di essi ne ha addirittura due, cioè ha avuto la fortuna di ereditarne una dal padre una dalla madre.

Tra gli atleti che basano il loro successo sulla resistenza invece il 76\% ha una copia, il 31\% due copie di R. Gli scienziati hanno anche pensato di fare una verifica ed hanno esaminato il Dna di più di 400 persone che non avessero nulla a che evadere col mondo dello sport, risultato: solo il 30\% porta due copie di R, l'82\% una copia.