![]() Articolo da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 2 dicembre 2002. |
SCIENZA / Una società Usa si è assicurata i «diritti» Brevetto sui geni del cancro è guerra contro il monopolio PALERMO È guerra sui geni. Una società statunitense ha ottenuto brevetti europei sui geni di cancro mammario e sui test genetici. E' giusto estendere il brevetto ai geni di interesse medico? Il «no» viene da alcuni istituti oncologici francesi (Curie e il Goustave Roussy), che guidano l'opposizione, condivisa da società scientifiche e parlamento europei. I test - ha detto il prof. Maurice Cassier (Cermes-Cnrs, Parigi), alle «Giornate internazionali Progetto Amazzone», ideate e dirette da Anna Barbera e Lina Prosa - vanno sviluppati ed offerti liberamente in contesto non commerciale. La contestazione supera i confini europei. In Canada, il ministro della salute dell'Ontario contesta l'impatto che i brevetti sui geni potrebbero avere su prezzi ed accessibilità dei prodotti per la salute. «Il governo francese - osserva Cassier - ha un progetto di legge che estende il rilascio obbligatorio, per motivi di pubblica utilità, di licenze sui test diagnostici. La legge, se approvata, eliminerà un monopolio che, per i prezzi e la discriminante accessibilità ai test, va contro gli interessi della salute». CANCRO GENI - Vi sono famiglie con ricorrenza di cancro mammario e dell'ovaio in donne con predisposizione ereditaria e rischio elevato. Esse condividono una mutazione dei geni Brca1 e Brca2. «La maggior parte di donne con anomalie di Brca1 - ha detto il prof. Robert Ozols(Cancer Center, Filadelfia) - hanno probabilità fino all'87% di sviluppare, entro i 70 anni di età, un cancro al seno e fino al 65 per cento quello dell'ovaio». Oggi, una donna con una storia familiare di cancro al seno o all'ovaio può essere sottoposta a test per individuare la mutazione del gene Brca. Ma, la disponibilità dei test, la loro efficacia, la regolamentazione all'accesso, i costi, variano di molto nei Paesi occidentali. La prof. Ilana Lowy, (Centre recherche, Parigi) ha dimostrato, in un studio attuato in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che le notevoli differenze di utilizzazione dei test Brca determinano modi diversi di inquadrare il rischio ereditario. «I geni Bcra - ha denunziato la Lowy - sono identici in tutto il mondo, ma il significato dei test per le mutazioni di questi geni è in funzione di organizzazione dei servizi medici, assicurazioni sulla salute, formazione professionale di ricercatori e medici, modalità di lavoro in laboratori ed ospedali e, persino, decisioni amministrative ed economiche». L'OVAIO - «Fino ad oggi, alle donne portatrici di mutazioni ai geni Brca1 e Brca2, si consigliava l'asportazione dell'ovaio verso i 35 anni di età. Oggi, - ha detto il prof. Ozols - al Fox Chase Cancer Center, attuiamo chemioprevenzione, con farmaci efficaci e poco tossici, che riduce di molto il rischio oncologico dell'ovaio nelle donne con mutazione genetica ed evita l'asportazione delle ovaie». |
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