| Via libera al "padre" di Dolly clonerà embrioni per curare l´uomo L´ok di Londra a Ian Wilmut, lo scienziato che produsse un clone di pecora Si potrà fare ricerca su una malattia del cervello che colpisce i motoneuroni DAL NOSTRO CORRISPONDENTE E´ la seconda volta che l´Autorità Britannica per la Fertilizzazione concede una licenza di questo genere: nell´agosto scorso ricercatori dell´università di Newcastle furono autorizzati a clonare embrioni da cui estrarre cellule staminali per utilizzarle in nuovi trattamenti contro malattie incurabili come l´Alzheimer e il morbo di Parkinson. Già in quella occasione c´erano state polemiche da parte delle organizzazioni per il diritto alla vita, secondo le quali la clonazione di un embrione umano, sebbene a scopo terapeutico, implica comunque la creazione e la distruzione di una vita umana. Nel caso del professor Wilmut, la ricerca consisterà nel prelevare il Dna dalla pelle e dal sangue di malati per impiantarli in una cellula che si trasformerà in embrione. Lo scopo è studiare l´effetto della malattia sugli embrioni, per meglio comprendere la dinamica di sviluppo del male e arrivare in futuro a una cura. «Abbiamo impiegato vent´anni per individuare i geni che causano questo tipo di malattie neurologiche», ha detto un ricercatore del Roslin Institute, «e finora ne abbiamo trovato soltanto uno. Grazie alla sperimentazione sugli embrioni speriamo di compiere importanti progressi». Al sesto giorno di sviluppo, gli embrioni verrebbero distrutti: prima, cioè, che raggiungano il livello di sviluppo embrionale che precede il momento in cui un embrione può essere impiantato nell´utero nel corso di una fecondazione artificiale. Ma il procedimento suscita ugualmente le accuse del fronte anti-clonazione: «Si crea una vita con la clonazione, la si usa come cavia, e poi la si distrugge», sostengono. Trai principali oppositori della clonazione terapeutica c´è l´amministrazione Bush, che si è impegnata a introdurre negli Stati Uniti un divieto totale sulla clonazione di embrioni e ha fatto pressioni sull´Onu, finora senza risultato, affinchè adottasse un bando analogo. In Gran Bretagna, dove come nel resto del mondo è illegale la clonazione di embrioni umani a scopo riproduttivo, quella terapeutica è invece diventata legale nel 2001. Il via libero dato ieri ai ricercatori di Edimburgo conferma che il Regno Unito fa da avanguardia in questo campo. «Il nostro obiettivo è ottenere cellule staminali esclusivamente per fini di ricerca», afferma il professor Wilmut, «niente a che vedere con la clonazione a scopo riproduttivo». |
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