Articolo da "Il Gazzettino" del 29 settembre 2004

LONDRA - Ian Wilmut, lo scienziato ...

LONDRA - Ian Wilmut, lo scienziato britannico che clonò la pecora Dolly, ha richiesto l'autorizzazione per la clonazione di embrioni umani nella speranza di trovare una cura per la sclerosi laterale amiotrofica, patologia del sistema nervoso che raggruppa una serie di malattie nelle quali i neuroni non riescono più a trasmettere impulsi nervosi alla muscolatura, che così a poco a poco si indebolisce e si consuma.

Wilmut ha inoltrato la domanda alla commissione britannica dell'Hfea (Human Fertilisation and Embriology Authority) annunciando di voler avviare una processo di clonazione a partire dal materiale cellulare prelevato dai pazienti ammalati di sclerosi laterale amiotrofica, per poter studiare lo sviluppo della malattia fin dai primissimi stadi dello sviluppo dell'embrione. Lo scienziato ha sottolineato che non intende clonare esseri umani e che gli embrioni verranno distrutti nei tempi previsti dalla legge. Se verrà dato il via libera, si tratterà della seconda autorizzazione concessa in Gran Bretagna.

Lo scorso agosto, infatti, l'Hfea aveva accettato la richesta avanzata da un gruppo di scienziati britannici dell'Istituto di genetica dell'Università di Newcastle di clonare embrioni umani per poterne estrarre cellule staminali da impiegare nella cura di malattie quali il morbo di Alzheimer, di Parkinson ed il diabete. Riferendosi alla sua richiesta per la clonazione umana il "papà" di Dolly ha detto: «Noi dobbiamo farlo per le persone che soffrono o soffriranno in futuro di sclerosi laterale amiotrofica, e trovare per loro una cura». Lo scienziato ha inoltre aggiunto che la clonazione umana per lo studio di queste cellule del tessuto nervoso è necessaria poiché nei pazienti affetti dalla malattia i neuroni ammalati si trovano in aree del sistema nervoso centrale che non possono essere prelevate dagli ammalati.

Wilmut, direttore dell'Istituto Roslin di Edimburgo, divenne famoso nel 1996 quando, insieme alla sua equipe, annunciò di aver creato Dolly, primo esemplare al mondo clonato dalle cellule di un ovino adulto, in seguito invecchiato precocemente e morto per eutanasia dopo ciqnue anni.