| Il papà di Dolly vuole clonare embrioni umani ROMA Lo scienziato britannico Ian Wilmut, creatore della pecora «Dolly», vuole clonare embrioni umani, con la speranza che i suoi studi possano contribuire un giorno a combattere le malattie cardiache, il morbo di Parkinson e il diabete. A rivelarlo è stato lo stesso professor Wilmut, riferisce il sito Internet della Bbc, che con la sua tecnica rivoluzionaria ha dato lustro internazionale all'istituto Roslin di Edimburgo in cui lavora. Per avviare la sperimentazione, lo scienziato dovrà prima ottenere l'approvazione di quattro comitati etici, a cominciare da quello dello stesso centro Roslin. Se la richiesta «sarà approvata dal comitato etico dell'istituto, sarà sottoposta alle autorità esterne», ha spiegato Wilmut, «ci aspettiamo che per la procedura siano necessari in tutto circa sei mesi». Le prime ricerche, ha spiegato Wilmut, saranno sulle cellule staminali e sarà utilizzata la stessa tecnica di trasferimento del nucleo con cui fu creata Dolly, il primo mammifero clonato da una cellula adulta. Questa volta, a essere clonati saranno embrioni umani al primissimo stadio anche se, ha tenuto a precisare il ricercatore, lo scopo non è impiantarli nell'utero di una donna e far nascere «baby cloni», bensì cercare una cura ad alcune gravi malattie. La clonazione umana è illegale e lo stesso Wilmut la ritiene contraria all'etica. Inoltre, la tecnica non è ancora sicura, tanto che in gennaio lo stesso professore britannico ha ammesso che Dolly soffre di artrite, dovuta probabilmente a un difetto genico causato dal processo di clonazione. Wilmut, invece, vuole creare linee di cellule staminali che potrebbero contribuire un giorno a curare malattie cardiache o a sperimentare l'effetto di nuovi farmaci. Lo scienziato intende concentrare la sua sperimentazione sulla crescita di cellule per «riparare» un cuore infartuato o nervi colpiti dal Parkinson. |
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